Domenica di immediato pranzo dal sapore dolcissimo per gli italiani: nel giro di pochi minuti arrivano due ori olimpici dal valore inestimabile ed assolutamente inattesi! In gara c’è Gianmarco Tamberi e la sua particolare storia che lo accompagna a Tokyo con una carica impareggiabile; il 29enne altista civitanovese porta con sé sulla pista quel maledetto gesso che nel 2016 gli costò le Olimpiadi di Rio, un infortunio patito qualche tempo prima a Montecarlo che tante lacrime gli ha fatto versare e che spazzò via i sogni di gloria del ragazzo. Ma “Gimbo” non si è arreso al destino, anzi lo ha sfidato, ha atteso 4 anni (divenuti poi 5 per lo slittamento dei Giochi) ed ha messo in atto la sua rivincita: un percorso netto fino all’altezza dei 2,39 con il qatariota Mutaz unico a tenergli botta, poi da quella misura nessuno si migliora e per i due atleti potrebbe prospettarsi uno spareggio. Dopo però un conciliabolo di pochi secondi, Tamberi e Mutaz, tra l’altro molto amici, decidono che la soluzione migliore è optare per l’oro ex-equo e partono i festeggiamenti. Fiumi di lacrime sugli spalti per papà Marco, altista anche lui, che gareggiò in finale alle Olimpiadi di Mosca nel 1980; e grande gioia anche per Chiara, la sua fidanzata a cui ha chiesto di sposarlo proprio la sera che precedeva la partenza per il Giappone in diretta attraverso i social. Ma neanche il tempo di festeggiare che di lì a qualche minuto sarebbe cominciata la gara delle gare di atletica, i 100 metri maschili, per intenderci quella orfana di un certo Usain Bolt e quindi in attesa di un nuovo re.

Una spettacolare e suggestiva coreografia precede la partenza degli atleti in pista, la disciplina dei 100 metri attende di incoronare il suo nuovo sovrano; leggere i detentori dell’oro olimpico fa venire i brividi (Carl Lewis, Linford Christie, Donovan Bailey, Maurice Greene, Justin Gatlin ed Usain Bolt) ma questa è l’Olimpiade del cambio generazionale e tutto può accadere… Così come può accadere che a giocarsela c’è per la prima volta nella storia di una finale olimpica un atleta italiano, un certo Marcell Jacobs, padre texano e madre veneta; un matrimonio durato quasi nulla, mamma Viviana torna a Desenzano sul Garda insieme a Marcell che quindi è italianissimo. Ma torniamo alla gara: la tensione fa brutti scherzi ad Hughes, falsa partenza e squalifica per l’atleta che lascia così vuota la corsia proprio di fianco al nostro Marcell! Il secondo sparo è quello buono, il tempo di reazione dell’azzurro non è tra i migliori ma dopo qualche secondo si avverte netta la sensazione di trovarsi al cospetto di una falcata pazzesca, Jacobs è perfetto, la sua poderosa corsa taglia l’aria e nessuno riesce a contenerlo, una clamorosa passerella a cui inizialmente si fa fatica a concepire. Mai un italiano in finale e poi… l’oro al primo colpo! Gli italiani davanti al televisori sono increduli, Timberi è ancora sulla pista a festeggiare e si gode la finale; è incredulo quanto felicissimo anche lui che è il primo ad interrompere la corsa di Jacobs per abbracciarlo e complimentarsi! Due ori nel giro di pochi minuti, e che ori! L’uomo più veloce del mondo è un italiano e si chiama Marcell Jacobs.


