Nuova giornata di proteste a Napoli davanti alla sede della Regione Campania
Da mattina a sera, tra piazza Plebiscito e via Santa Lucia, hanno fatto sentire la loro voce Confcommercio, Fipe, ma anche fotografi, tassisti, mondo dello sport di base, operatori del turismo. I ristoratori hanno apparecchiato tavoli immaginari sull'asfalto dei marciapiedi
Nuova giornata di proteste davanti alla sede della Regione Campania a Napoli. Fin dal mattino, infatti, in via Santa Lucia si sono dati il cambio i rappresentanti di varie categorie socio-economiche che, in modo pacifico, hanno voluto manifestare il proprio dissenso verso le decisioni delle autorità statali e regionali e verso la stretta varata per tentare di arrestare l’avanzata dell’epidemia da Covid-19. Hanno iniziato, di prima mattina, le mamme dei bambini delle scuole elementari, in protesta contro la didattica a distanza stabilita dalla Regione nelle scuole della Campania. Ma per tutto il giorno, è poi toccato a tassisti (che hanno occupato piazza del Plebiscito con le loro auto), fotografi, operatori del turismo, gestori di locali del by night, artigiani, studenti far sentire la propria voce e chiedere aiuti concreti al Governo nazionale (che proprio oggi ha approvato il decreto Ristori) e alla giunta regionale.
La protesta certamente più scenografica di tutte è stata messa in campo – in contemporanea con altre diciotto piazze italiane – da Confcommercio e Fipe (la Federazione Italiana Pubblici Esercizi), che gridando lo slogan “Il piatto piange” hanno trasformato via Santa Lucia davanti alla Regione in una mega-tavola imbandita, apparecchiando tavoli immaginari direttamente sui marciapiedi. In questo modo, dunque, i titolari di bar, ristoranti, locali, imprese di catering hanno voluto evidenziare le condizioni di sofferenza e affanno in cui versa un’intera categoria. Alla manifestazione sono intervenuti anche i ristoratori casertani, con una delegazione guidata dal presidente provinciale di Confcommercio, Lucio Sindaco, e dal presidente provinciale Fipe, Giuseppe Russo.
I dati comunicati nel corso della protesta parlano di novemila aziende a rischio chiusura, un miliardo e mezzo di fatturato perso, sessantamila lavoratori in bilico. “Abbiamo voluto organizzare un’azione simbolica ma molto significativa – spiega il presidente Sindaco – per ribadire la nostra contrarietà al provvedimento del Governo che anticipa alle 18 la chiusura dei locali. Una decisione che, a nostro avviso, non fa altro che penalizzare ulteriormente un settore già fortemente in difficoltà. Salvaguardare la salute pubblica è giusto, ma non si può distruggere il tessuto imprenditoriale di un Paese con misure che peraltro non contribuiranno a ridurre il numero dei contagi. I riflettori sono ora puntati sul decreto Ristori con la speranza che i contributi garantiti dal Governo siano reali e tempestivi così da scongiurare chiusure e fallimenti. Difficile, infatti, per i ristoratori resistere e sopravvivere in queste condizioni. Dispiace dover constatare, però, che al momento non siano stati previsti aiuti economici per tutti gli altri commercianti che, pur essendo ancora aperti, stanno di fatto subendo un contraccolpo economico notevole per le limitazioni imposte a quelle attività costrette a chiudere o a ridurre gli orari di lavoro. Mi auguro che il Governo percepisca il disagio di questi lavoratori e decida di tornare sui suoi passi o almeno di rimodulare i provvedimenti“.
Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il presidente della Fipe casertana, Russo, che aggiunge: “Trovo sbagliato attribuire ai ristoratori l’aumento dei contagi, poiché i dati ufficiali ci dicono altro. Continueremo a spingere per essere parte attiva nei tavoli decisionali perché è inaccettabile che i provvedimenti relativi alla categoria vengano assunti senza alcun confronto o dialogo con i rappresentanti del settore. Speriamo che gli aiuti annunciati dal Governo siano rapidi perché altrimenti sarà la catastrofe. Non bisogna dimenticare, infatti, che con lo stop ai ristoratori, sono stati colpiti – conclude – anche l’indotto e soprattutto la filiera agroalimentare, che dovrà fare i conti con ricadute preoccupanti“.
Intanto, la lunga giornata di proteste nel centro di Napoli s’è conclusa in serata col mondo dello sport di base della Campania, sceso in strada pacificamente per far sentire il proprio disagio in un momento di grande difficoltà economica e per chiedere aiuti concreti e veloci alle istituzioni.
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