Proseguono a Napoli le incessanti proteste delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento della Whirlpool di via Argine i quali, a partire dalla prossima settimana, rischiano di ritrovarsi senza più lavoro a causa della decisione da parte della multinazionale americana di chiudere il sito produttivo partenopeo. Il licenziamento dei circa 350 lavoratori dello stabilimento è infatti dietro l’angolo e l’esasperazione tra i dipendenti è tanta. I tavoli delle trattative avviati nei giorni scorsi tra azienda, governo e sindacati non sembrano aver avuto l’esito sperato: fino a oggi non c’è nulla di certo e il destino degli operai partenopei è in bilico, soprattutto in vista del 30 giugno, data di scandenza della proroga al blocco dei licenziamenti stabilita dal Governo.
Oggi per i lavoratori è stata un’altra giornata di agitazioni e di mobilitazioni: stamattina infatti i dipendenti dell’azienda di elettrodomestici hanno organizzato l’ennesima manifestazione in via Santa Lucia, sotto la sede della Giunta regionale della Campania. Al diniego di un incontro tra le organizzazioni sindacali e alcuni vertici della Regione i lavoratori si sono spostati all’incrocio tra via Nazario Sauro e via Cesario Console organizzando un blocco stradale che ha mandato in tilt il traffico sul lungomare. Successivamente gli operai si sono incamminati lungo le strade del quartiere in un corteo di protesta per poi dirigersi nuovamente in direzione di Palazzo Santa Lucia dove sono riusciti a strappare un incontro con l’assessore alle Attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello. Solamente dopo la conferma del colloquio con l’esponente regionale è tornata nuovamente la calma tra i lavoratori.

