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Home Cronaca Napoli

Oggi il Napoli compie 95 anni!

La società partenopea compie gli anni; una storia fatta di tante delusioni ma anche di gioie inenarrabili.

Marco Silva di Marco Silva
1 Agosto 2021
in Napoli, Sport

Il primo di agosto, per i tifosi azzurri, non è mai un giorno come gli altri: il Napoli Calcio infatti compie gli anni ed oggi sono ben 95! Una cifra importante e che dà il senso di quello che è stato il percorso di questo glorioso club nel corso dei decenni.

La nascita del Napoli in realtà deriva dal cambio di denominazione della già esistente Internaples, un club nato 4 anni prima dalla fusione di altre due società (il Naples Foot-ball Club e l’Unione Sportiva Internazionale di Napoli); tale iniziativa è riconducibile alla volontà di un grande industriale, Giorgio Ascarelli, che ne divenne anche presidente. A quest’ultimo di deve anche la nascita di quello che ancora oggi è da considerarsi l’unico stadio di proprietà della storia partenopea; il facoltoso uomo d’affari nel settore tessile di origine ebraica finanziò l’intero progetto dell’impianto ubicato nel Rione “Luzzatti” che vide esordire la squadra napoletana nel febbraio del 1930. Il caso volle che poco più di due settimane dopo morì e lo stadio fu intitolato alla sua memoria (inizialmente fu denominato “Stadio Vesuvio”. Gli inizi non furono semplici ma ci fu una rapida ripresa negli anni immediatamente successi alla nascita grazie soprattutto all’apporto del primo idolo assoluto dei tifosi, l’italo-paraguayano Attila Sallustro!

Nel 1936 irruppe nei quadri societari l’armatore di grande successo, il comandante Achille Lauro, il quale però, nonostante i rinforzi dal nome altisonante, non riuscì a portare la squadra ai trionfi; addirittura ci fu l’umiliazione di alcune retrocessioni, poi con gli ingaggi di Pesaola, Jeppson e Vinicio i tifosi iniziarono a sognare, anche se non si andò oltre il quarto posto! Nel 1959 fu inaugurato lo stadio “San Paolo” mentre nel 1964 il club assunse la definitiva denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli, diventando contestualmente una società per azioni.

Achille Lauro

La svolta arrivò nel 1969 quando, sull’orlo del dissesto finanziario, la società passò nelle mani dello scaltro e competente Corrado Ferlaino, il quale iniziò la più longeva e vincente presidenza azzurra; acquisti di spessore, la vittoria della Coppa Italia nel 1976 ai danni del Verona e piazzamenti prestigiosi (un secondo posto e due volte terzo posto). Purtroppo la tanto desiderata vittoria dello Scudetto tardava ad arrivare nonostante gli sforzi; l’ingegnere acquistò anche Beppe Savoldi ma non si andò oltre il decimo posto in campionato, più tardi la squadra partenopea sfiorò il clamoroso trionfo (1981) guidata da quello che resta uno dei giocatori più ammirati in maglia azzurra (Rudy Krol).

Corrado Ferlaino

La storia del Napoli cambiò in maniera definitiva nell’estate del 1984, quando Ferlaino riuscì a portare a casa dopo una estenuante ed incredibile trattativa il miglior calciatore di tutti i tempi, il Dio del calcio indiscusso, il fenomeno argentino Diego Armando Maradona! Non furono subito rose e fiori, anzi, ma la forte personalità del Pibe riuscì ad avere effetti anche in sede di mercato; Diego “costrinse” Ferlaino a rinforzare la squadra in maniera importante e quello che avvenne è ormai negli annali del calcio e nella storia di questo sport. Maradona dominò il mondo con il suo genio e di conseguenza ne trasse beneficio il Napoli che arrivò alla conquista dei suoi primi ed unici Scudetti (nel 1987 e nel 1990). Arrivò anche la vittoria da record in Coppa Italia (13 vittorie su 13 incontri) e la storica vittoria della Coppa Uefa nel 1989; anni probabilmente irripetibili che proiettarono il Napoli al centro dell’universo calcistico grazie al suo indimenticabile Masaniello.

Il dopo-Diego rappresentò una fase di triste ed irreversibile declino; le imprese sportive finirono totalmente in secondo piano rispetto alle problematiche societarie, Ferlaino cercò acquirenti ma Corbelli, Gallo e Naldi non riuscirono a sollevare le sorti di una società in una crisi insostenibile. Nell’estate del 2004 il Napoli subì l’onta non solo del fallimento e della retrocessione in Serie C ma anche quella della perdita del titolo sportivo (il titolo fu rilevato dalla curatela fallimentare da Aurelio De Laurentis e la squadra si iscrisse al campionato di terza serie con la denominazione di Napoli Soccer). Non erano in tanti ad essere fiduciosi ma l’operato dell’imprenditore cinematografico si rivelò davvero lungimirante ed esaltante quasi da subito; dopo la mancata promozione della prima stagione gli azzurri iniziarono una cavalcata portentosa e dopo aver dominato il campionato di Serie C la squadra sorprese tutti anche in cadetteria (ottenendo la promozione in compagnia della Juventus del post-Calciopoli).

Da qui iniziarono anni davvero eccitanti, un continuo crescendo: nel 2011 con Mazzarri allenatore il Napoli raggiunse per la prima volta la qualificazione alla Champions League (21 anni dopo l’accesso alla vecchia Coppa dei Campioni) e l’anno successivo ci fu pure la conquista di un’altra Coppa Italia (battendo la Juventus con un secco 2-0). Iniziarono gli anni di un bomber fantastico ed implacabile come Cavani, l’internazionalizzazione voluta da un tecnico come Rafa Benitez il quale creò le basi per un Napoli solido e maturo negli anni successivi; l’eredità del tecnico spagnolo venne presa da un tecnico quasi sconosciuto, una sorta di scommessa, tale Maurizio Sarri, accolto con diffidenza e nessuno squillo di tromba. Ed invece il tecnico di Figline creò i presupposti per un triennio da favola, probabilmente il calcio più bello ed entusiasmante visto nella storia del club; uno strapotere che però, nonostante la conquista in due stagioni del Titolo d’inverno, non servì a vincere il tanto sospirato terzo Scudetto (non bastarono neanche i 91 punti record della stagione 2017/18).

Edinson Cavani

Il resto è storia recentissima: l’arrivo di Ancelotti, il clamoroso ammutinamento della squadra che praticamente sancì l’addio al mister e l’arrivo di Gattuso capace di vincere la Coppa Italia pochi mesi dopo il suo insediamento. Insomma una storia tra tante sofferenze, molte sconfitte ma anche vittorie e l’immenso orgoglio di aver potuto annoverare tra le proprie fila un condottiero leggendario quale Diego Armando Maradona. Una storia che negli ultimi anni ha visto un Napoli costantemente ai vertici: si aspetta il terzo Scudetto ma intanto si riparte dall’amarezza di Napoli-Verona.

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Tags: Aurelio De LaurentiisCorrado FerlainoprimopianoSsc Napoli
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