La Giornata mondiale contro il cancro, World Cancer Day, promossa dalla UICC – Union for International Cancer Control – e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), giunta al venticinquesimo anniversario, rappresenta un importante richiamo a riflettere su cosa ognuno può fare per combattere il cancro.
Il tema di quest’anno è ‘United by Unique’, ossia, sensibilizzare cittadini, pazienti e Istituzioni a considerare l’unicità di ogni persona colpita dal cancro, garantendo una presa in carico che tenga conto degli aspetti emozionali, psicologici e sociali legati alla malattia. “La nuova dimensione della cura del cancro, infatti, è la cosiddetta ‘people-centred care’ che si focalizza a 360 gradi sulla persona colpita dalla malattia, coinvolgendo nel percorso assistenziale anche i familiari e l’intera comunità che circonda il paziente. Questo approccio, che supera quello centrato sul paziente o sulla persona, ha le potenzialità per migliorare i risultati clinici e la qualità di vita, con un uso più efficiente delle risorse e una riduzione dei costi dell’assistenza”, spiega il presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) Francesco Perrone, in occasione del Convegno Nazionale “World Cancer Day”.
Oltre 390mila nuovi casi di tumore nel 2024 in Italia
Secondo le stime di AIOM, nel 2024 in Italia sono state stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore. “Quasi il 60% degli adulti consuma alcol, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 28% è sedentario e il 24% fuma. È necessario un maggiore impegno nella sensibilizzazione dei cittadini sui corretti stili di vita“, afferma Saverio Cinieri, presidente della Fondazione AIOM. Il legame tra abitudini dannose e incidenza tumorale è evidente: l’alcol è correlato a sette tipi di carcinoma, l’obesità a dodici, mentre il fumo è responsabile di un quarto dei decessi oncologici globali.
“La people-centred care deve anche considerare il contesto socio-economico – prosegue Cinieri –. Sappiamo che il fumo, la sedentarietà e il sovrappeso sono più diffusi tra chi vive in condizioni economiche difficili. Gli ostacoli finanziari possono ridurre l’adesione ai programmi di prevenzione e compromettere la sopravvivenza: i pazienti oncologici con difficoltà economiche hanno un rischio di mortalità maggiore del 20%“. Per questo, secondo gli esperti, le strategie di prevenzione devono essere ampliate, includendo misure per ridurre le barriere economiche alla salute.
Con una maggiore attenzione alla prevenzione e un modello di cura sempre più incentrato sulla persona, la lotta ai tumori può diventare più efficace, migliorando le prospettive di chi affronta la malattia.