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Home Cronaca Caserta

Omicidio del sindaco Vassallo: prosciolto il colonnello Cagnazzo, per il Gup le accuse sono solo “voci e congetture”

Il Gup di Salerno smonta il teorema della Procura: nessun accordo preventivo con i killer e tesi del depistaggio basata solo su testimonianze contraddittorie. Ordinato il non luogo a procedere per il tenente colonnello

redazione di redazione
19 Maggio 2026
in Caserta, Cronaca

Il caso sulla morte di Angelo Vassallo perde uno dei suoi tasselli accusatori più mediatici. Il tenente colonnello dei carabinieri, Fabio Cagnazzo, è stato prosciolto dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Salerno. L’ufficiale era accusato di concorso nell’omicidio del “sindaco pescatore“, ucciso il 5 settembre 2010, e di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, lo scenario che la procura considerava il vero movente del delitto. Nelle motivazioni della sentenza, il gup Giovanni Rossi ha messo nero su bianco che gli elementi raccolti dagli inquirenti non sono sufficienti a reggere un processo, escludendo che il dibattimento potesse concludersi con una “ragionevole previsione di condanna“.

La tesi della Procura di Salerno non attribuiva a Cagnazzo l’esecuzione materiale dell’omicidio, ma lo indicava come la mente di un sofisticato depistaggio orchestrato subito dopo gli spari per proteggere una rete di spacciatori scoperta da Vassallo. Secondo l’ipotesi investigativa, il colonnello avrebbe deviato l’attenzione delle indagini verso Bruno Humberto Damiani, detto “il brasiliano”, in virtù di un patto preventivo stretto con gli assassini. Un teorema che il giudice ha però smontato, evidenziando la totale assenza di riscontri oggettivi: non esiste alcuna prova di un “accordo” tra il militare e i killer rimasti ignoti, così come manca la dimostrazione di una sua affiliazione ai cartelli della droga.

A pesare sul proscioglimento è stata soprattutto la fragilità dei testimoni chiave, definita dal giudice una catena di ricostruzioni indirette e “voci di corridoio”. Tra queste, le dichiarazioni di Pierluca Cillo — che aveva ipotizzato davanti ai familiari del sindaco un coinvolgimento di Cagnazzo nel business della droga al porto di Acciaroli — si sono rivelate mere supposizioni personali, successivamente ritrattate dallo stesso testimone. Stesso copione per i racconti di Romolo Ridosso ed Eugenio D’Atri, bollati dai magistrati come “reticenti, ondivaghi e contraddittori“, al punto che la Corte di Cassazione ne aveva già sancito l’inutilizzabilità. Il fascicolo della procura, in sostanza, si è rivelato fragile. Per il Gup non è stata raggiunta la soglia probatoria minima per istruire un processo penale a carico del colonnello, concludendo che non vi è traccia di una sua reale partecipazione, “nemmeno a livello morale“, all’omicidio di Pollica o alle attività della camorra sul territorio.

Tags: Fabio Cagnazzoproscioglimento
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