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Home Cronaca

Operazione anticamorra tra Campania e Lombardia: eseguite 17 misure cautelari (Video)

Traffico di droga e detenzione armi i reati contestati alle persone fermate a Napoli, Benevento, Acerra, Pomigliano d'Arco, Castel Volturno e Liscate (Milano)

Alfonso Santoro di Alfonso Santoro
29 Giugno 2021
in Cronaca

Sono 17 le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, ed eseguite di carabinieri del comando provinciale del capoluogo partenopeo nei Comuni di Napoli, Benevento, Acerra, Pomigliano d’Arco, Castello di Cisterna, Casamarciano, Castel Volturno e Liscate, quest’ultimo in provincia di Milano. Tutti i soggetti (14 destinatari della misura in carcere, uno agli arresti domiciliari e due con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), sono gravemente indiziati, a vario titolo, di “favoreggiamento personale aggravato dal metodo e dalle finalità mafiose, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti” e “detenzione abusiva di armi comuni e da guerra”.

L’indagine è partita dalla latitanza di S. C., esponente apicale del clan camorristico De Sena di Acerra, il quale, si rese irreperibile dopo la condanna all’ergastolo e l’emissione nei suoi confronti di un ordine di arresto per l’omicidio di Giovanni Sodano, alias “o’ ciucciaro” (membro di vertice del contrapposto clan Mariniello), vittima di agguato camorristico avvenuto ad Acerra in data il primo dicembre 1996. S. C. è stato, quindi, arrestato nel marzo del 2015 a Roma, mentre si trovava seduto ad un tavolino di un bar, in possesso di una carta d’identità e di una tessera sanitaria false, nonché di quattro cellulari e altrettante schede telefoniche fittiziamente intestate ad altre persone, quasi tutte cittadini extracomunitari.  Gli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine hanno, comunque, permesso di identificare gli effettivi utilizzatori dei telefoni monitorati, come nel caso, ad esempio, di uno dei fiancheggiatori di S. C. che, in occasione dell’arresto di quest’ultimo, veniva trovato in sua compagnia. L’uomo, infatti, immediatamente dopo l’arresto del latitante, effettuava delle conversazioni telefoniche in cui dava l’annuncio e commentava l’evento, fornendo la notizia, tra gli altri, anche alla compagna del latitante.

Per gli inquirenti S. C. si era, dunque, sottratto alla cattura, avvalendosi di persone di fiducia che gli avevano garantito supporto economico, logistico, il mantenimento della propria rete di contatti e gli spostamenti necessari. Tramite le utenze in uso ai propri fiancheggiatori, il ricercato riusciva anche a fornire indicazioni operative ai propri sodali. Le indagini, oltre a consentire di assicurare alla giustizia il latitante e di individuare le persone che, con diversi ruoli, gli avevano fornito supporto logistico ed economico, hanno permesso anche di disarticolare due distinte organizzazioni criminali dedite al traffico di cocaina e crack, attive principalmente nei Comuni di Acerra e Pomigliano d’Arco. In quest’ultima città i contatti erano tra S. C. e S. F., che avrebbe curato i rapporti con i fornitori per l’approvvigionamento della sostanza stupefacente (in particolare cocaina), collocata immediatamente sul mercato illecito.

Proprio S. F., insieme ad altre persone, è stato tratto in arresto in esecuzione di un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di associazione mafiosa e reati in materia di armi e sostanze stupefacenti, riconducibili al clan Ferraiuolo di Napoli. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa l’associazione diretta da S. F. era ben radicata sul territorio, oltreché dotata di un vasto giro di clienti e armi e con mire espansionistiche verso gli analoghi mercati della droga presenti nei Comuni limitrofi. Le indagini hanno permesso di rilevare, inoltre, la rottura tra S. F. e un suo sodale, con il passaggio di quest’ultimo a un’altra organizzazione, che gestiva un diversa piazza di spaccio ad Acerra, diretta da C. A. Le intercettazioni hanno consentito, infine, di appurare che S. F., accompagnato dal fratello e insieme ad altri componenti del gruppo criminale, si era messo alla ricerca del “traditore”, senza tuttavia riuscire a rintracciarlo.

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Tags: campania
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