Non esiste alcuna emergenza sanitaria legata al consumo di frutta e verdura in Campania. È questo il messaggio perentorio che arriva da Coldiretti, decisa a frenare l’ondata di “terrorismo psicologico” che sta colpendo duramente le vendite del comparto agricolo regionale. Le recenti notizie su presunti casi di Epatite A, circolate in modo incontrollato soprattutto sui canali non ufficiali, hanno innescato un calo dei consumi che rischia di mettere in ginocchio centinaia di produttori.
I dati dell’Asl: prodotti sicuri
A fare chiarezza è intervenuto direttamente il dirigente sanitario dell’Asl di Caserta, Alfonso Giannoni. Durante un recente confronto con le testate Rai, Giannoni ha spento ogni focolaio di allarmismo: “I monitoraggi che eseguiamo quotidianamente non hanno evidenziato alcuna criticità. Non c’è alcun riscontro positivo né sulla frutta, né sulla verdura e neppure sui frutti di bosco. Dobbiamo proteggere una filiera che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio“.
L’impatto del “web-allarmismo”
Il danno economico, tuttavia, è già visibile. Domenico Sabatino, vicepresidente di Coldiretti Napoli, ha puntato il dito contro la disinformazione virale: “Siamo di fronte a un vero e proprio sciacallaggio informativo alimentato dai social media. Il calo delle vendite è la diretta conseguenza di notizie prive di fondamento“. L’invito agli utenti e ai consumatori è netto: affidarsi esclusivamente ai bollettini delle autorità sanitarie e ignorare il tam-tam delle piattaforme digitali non verificate.
Il rischio per il reddito agricolo
La preoccupazione è condivisa da Giuseppe Miselli, direttore di Coldiretti Caserta, che sottolinea come la psicosi stia portando a decisioni drastiche e ingiustificate. Un esempio su tutti quello di Sala Consilina, nel Salernitano, dove il consumo di ortofrutta è stato persino vietato nelle mense scolastiche. “Queste scelte creano ansia ingiustificata nelle famiglie e compromettono seriamente il reddito dei nostri agricoltori”, ha concluso Miselli, ribadendo la necessità di ristabilire la verità dei fatti per salvare l’economia agricola della regione.