Tra le ombre allungate del tardo pomeriggio, le pietre di Pompei brillano di quella luce dorata che sembra custodire millenni di storia. È in quel momento che, tra i turisti sparsi lungo le antiche strade lastricate, un gesto rompe la magia: un uomo si china, e con la mano stacca alcuni frammenti dal pavimento e, come se nulla fosse, li infila nello zainocontinuando la passeggiata.
Un gesto rapido, ma non abbastanza per sfuggire all’occhio esperto di una guida turistica. A pochi metri, la guida che accompagna un gruppo di visitatori non distoglie lo sguardo. È abituata a cogliere dettagli, a leggere nei volti e nei movimenti di chi entra in contatto con quel patrimonio fragile. Capisce subito che qualcosa non va. Non esita: avvisa la Direzione del Parco e il servizio di vigilanza privata, descrivendo con precisione l’uomo e il suo abbigliamento. Scatta così una piccola operazione lampo: vigilanza e Direzione allertano i Carabinieri del posto fisso Scavi. I militari intercettano il sospetto poco dopo, all’esterno del sito, nei pressi della stazione EAV di Villa dei Misteri. Nello zaino trovano cinque pietre e un frammento di laterizio, tutti sottratti illegalmente dalle rovine.

