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Home Italia

Parte la piattaforma nazionale di telemedicina prevista dal Pnrr: cos’è e come funziona

L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha presentato il nuovo servizio: l’obiettivo e di raggiungere 300.000 cittadini entro la fine del 2025 e quasi 800.000 entro l’anno successivo

redazione di redazione
5 Febbraio 2025
in Italia, Salute e Benessere, Scienza
Telemedicine service

Telemedicine service

La telemedicina sta per diventare una realtà concreta in Italia: l’obiettivo, trasformare la casa nel primo luogo di cura, attraverso una rete di strutture locali e l’assistenza domiciliare. La Piattaforma Nazionale di Telemedicina, sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), si propone di rendere il sistema sanitario più inclusivo ed efficiente. Presentata recentemente dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), la piattaforma consentirà di erogare servizi di telemedicina in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di raggiungere 300.000 cittadini entro la fine del 2025 e quasi 800.000 entro l’anno successivo.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato l’importanza della telemedicina non solo come strumento di modernizzazione del sistema sanitario, ma anche come mezzo per abbattere le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari tra le diverse regioni del Paese. Sebbene l’implementazione non sia stata priva di difficoltà – tra cui la necessità di digitalizzare l’intero sistema sanitario e tutelare i dati sensibili – il progetto sta finalmente decollando. Giulio Siccardi, direttore generale facente funzione di Agenas, ha evidenziato come per realizzare la sanità digitale sia fondamentale conciliare la protezione della salute, le autonomie locali (come stabilito dal Titolo V della Costituzione) e la privacy.

Cos’è?

La Piattaforma Nazionale di Telemedicina è il frutto di una collaborazione pubblico-privato che ha visto la realizzazione e gestione da parte di Pnt Italia, un’associazione tra Engineering Ingegneria Informatica e Almaviva. Essa si articola in un’Infrastruttura Nazionale e 21 Infrastrutture Regionali, garantendo un linguaggio comune su scala nazionale pur rispettando l’autonomia locale. Per realizzare questo progetto, sono stati stanziati circa 550 milioni di euro tramite due bandi, e sono state fornite 90mila postazioni di telemedicina distribuite tra case, ospedali di comunità, studi medici e farmacie rurali.

Un’operazione di grande portata

Questa piattaforma avrà un impatto positivo su circa 400mila operatori sanitari, tra medici di famiglia, specialisti, infermieri e altri professionisti. L’ultimo ostacolo, legato alla privacy, è stato superato il 16 gennaio 2025, quando il Garante per la privacy ha approvato il decreto relativo al trattamento dei dati personali nell’ambito della telemedicina. Ora si punta a raggiungere i 300mila pazienti entro la fine dell’anno, e le aspettative sono alte. “Stiamo andando spediti, siamo fiduciosi di rispettare i tempi”, ha dichiarato Marco Mattei, capo di gabinetto del ministero della Salute.

Tags: primopianoTelemedicina
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