Scoperta in possesso di un passaporto rubato e adeguatamente falsificato, con il quale mascherava la sua reale identità utilizzando le generalità della reale proprietaria del documento. È accaduto ad una donna che aveva preso alloggio in un hotel sito in viale Umberto Maddalena, a Secondigliano, nella periferia di Napoli. Gli uomini del locale commissariato della polizia di stato, a seguito di una telefonata giunta alla sala operativa del comando, hanno raggiunto immediatamente l’albergo dove alloggiava la donna nel corso di un regolare servizio di controllo e pattugliamento del territorio. Giunti sul posto, hanno effettuato un iniziale accertamento sull’identità della donna che, usando il documento contraffatto in suo possesso, ha raccontato agli agenti di essere la cittadina cinese dello stesso documento . Una versione dei fatti che, evidentemente non ha convinto gli agenti ai cui occhi, infatti, il passaporto mostrava segni di manomissione. Un sospetto che ha portato a condurre un esame approfondito sul documento, che è saltato fuori essere effettivamente stato emesso nella Repubblica Popolare Cinese, ma che risultava anche fosse stato successivamente rubato alla sua legittima proprietaria, non corrispondente alla fisionomia della giovane.
Acclarata la manomissione del documento, i poliziotti hanno quindi sottoposto la donna a certosini rilievi fotodattiloscopici, che hanno permesso infine di fare luce sulla reale identità e sulla vera nazionalità dell’arrestata, la quale risponderebbe in realtà al nome di Fahima Mirzada e sarebbe una cittadina della repubblica afghana di ventisette anni. Posta in stato di arresto dagli uomini della polizia di stato, la donna dovrà ora rispondere, davanti alla competente autorità giudiziaria, dei reati di possesso di documenti di identificazione falsi, sostituzione di persona e ricettazione. Un giro, quello dei documenti d’identità falsi o rubati, che è sostenuto e foraggiato da organizzazioni operanti all’interno del nostro paese o di altri stati facenti parte dell’Unione Europea.

