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Home Economia

Pensioni, aumenti in arrivo da ottobre: chi riguardano e a quanto ammontano

Il provvedimento sarà operativo a partire del prossimo mese. La rivalutazione riguarderà solo gli assegni fino a un massimo di 2.692 euro lordi al mese

redazione di redazione
13 Settembre 2022
in Economia, Italia

Il provvedimento, inserito nel decreto Aiuti bis dall’attuale governo in carica, sarà operativo a partire del prossimo mese. La rivalutazione della pensione, che riguarderà gli assegni fino a un massimo di 2.692 euro lordi al mese, sarà transitoria, con un aumento della cifra prevista del 2%, in attesa di vedere come sarà la situazione alla fine dell’anno. A novembre, inoltre, sarà riconosciuto anche il conguaglio riguardante la differenza fra inflazione stimata provvisoriamente all’1,7% per l’anno 2021 e quella effettiva dell’1,9%. Non costituisce un vero e proprio aumento, in quanto già dovuto al pensionato. A partire da gennaio 2023 scatterà la vera e propria rivalutazione.

Ma come cambieranno, in sostanza, gli assegni? Per la pensione minima di 524 euro tutto ciò si traduce in un aumento di 11 euro al mese. Per un assegno lordo da mille euro l’effetto cumulato sarà di 80, per una da duemila euro di 160 mentre per il trattamento che tocca quota 2.692 a conti fatti ce ne saranno 210 in più. Si parla, in ogni caso, di cifre lorde, che saranno quindi poi limitate dall’impatto dell’Irpef. Vista l’inflazione, il caro energia e una crescita dei prezzi che sembra non trovare soluzione di continuità, gli importi sono piuttosto relativi. Basti pensare che una rivalutazione del 2% non può reggere il confronto con un’inflazione cresciuta quasi al 9% e una crescita dei prezzi salita parallelamente dell’8,9%. Secondo un recente studio della UIL, soltanto pochi soggetti riusciranno ad avere un incremento di oltre 150 euro per tutto il 2022

INPS Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

È chiaro che si tratta di una misura transitoria. La rivalutazione vera e propria avverrà ad anno nuovo, ma con le regole introdotte nel 2022, più favorevoli. Le percentuali della rivalutazione verranno calcolate tenendo conto delle fasce, non degli importi degli assegni. Coloro che percepiscono pensioni superiori al tetto massimo, avranno una rivalutazione ridotta. In sostanza, si parla del 100% per quegli importi fino a 2.6062,32 euro al mese, dell’80,9% per assegni da 2.602,33 e 2.577,90 euro al mese, e 77,4% per importi superiori a 2.577,91 euro al mese.

Dal 2023, in base ai meccanismi previsti dalla perequazione automatica, assisteremo a un incremento degli assegni mensili dell’ordine del 7-8%. Alle condizioni attuali, la spesa per le pensioni potrebbe salire di 32 miliardi di euro lordi nei prossimi 3 anni (5,7 miliardi nel 2023, 11,2 miliardi nel 2024 e 15,2 miliardi nel 2025)

Dunque, per chi vorrà vedere quanto prima gli effetti di queste rivalutazioni c’è da attendere l’inizio del mese di ottobre: le Poste italiane hanno reso noto il calendario per il ritiro in persona. Si va dal 1° ottobre, giorno in cui coloro che hanno un cognome che inizia per A potranno iniziare a ritirare, al 7 ottobre, giorno in cui coloro che hanno un cognome per Z potranno concludere la fase del ritiro. Diverso il discorso per chi ha l’accredito sul conto corrente: per loro la data è quella del primo giorno “bancabile”, lunedì 3 ottobre.

Ufficio Postale
Tags: pensioniprimopiano
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