Una vasta rete di corruzione e frode finalizzata al traffico internazionale di rifiuti, che aveva come base operativa il porto commerciale di Salerno, uno dei maggiori porti italiani per volume di merci e per i suoi uffici della dogana. È il sistema scardinato da un imponente blitz della guardia di finanza di Salerno che questa mattina, alle prime luci dell’alba, ha dato esecuzione a ben 69 misure cautelari per funzionari doganali, spedizionieri, personale sanitario e dipendenti di società legate allo scalo salernitano, per cui la Procura della Repubblica ha formulato numerose ipotesi di reato che, oltre al traffico internazionale di rifiuti, riguardano a vario titolo peculato, corruzione, contrabbando, favoreggiamento personale, traffico di influenze illecite, falso e accesso abusivo a sistemi informatici.
L’operazione, denominata “Tortuga” e coordinata dal procuratore Giuseppe Borrelli, ha coinvolto 250 militari delle fiamme gialle nelle province di Avellino, Caserta, Napoli e Salerno: 39 sono stati gli indagati posti agli arresti domiciliari, 21 i soggetti sottoposti a divieti di dimora e 9 le persone colpite da misure interdittive dalle professioni o dall’esercizio di uffici. Tra i destinatari delle misure, tutti implicati nelle attività dell’ufficio di dogana, quasi totalmente azzerato con 17 funzionari coinvolti, e nel passaggio dei container nel porto di Salerno, figurano anche 2 avvocati e un finanziere.

