Dodici anni di carcere: è questa la richiesta della Procura generale di Napoli per l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, nell’ambito dell’appello del processo Eco4, che vede l’ex esponente di spicco di Forza Italia in Campania imputato per concorso esterno in associazione camorristica in relazione alla gestione, ritenuta di tipo politico-mafiosa dagli inquirenti, di un Consorzio che si occupava della raccolta dei rifiuti nel Casertano nei primi anni Duemila.
In primo grado, l’ex coordinatore regionale del partito di Silvio Berlusconi era già stato condannato, dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a nove anni, in quanto riconosciuto “referente nazionale del clan dei casalesi” fino al 2004. La direzione Distrettuale antimafia di Napoli aveva poi addirittura presentato appello contro quella sentenza, sostenendo che l’appoggio di Cosentino al feroce clan camorristico fosse andato avanti almeno fino al 2008 e dovesse essere collegato anche ai contenuti di altre due indagini antimafia ai danni dell’ex sottosegretario, in relazione alle quali, però, Cosentino è stato poi assolto in appello.


