Sembra che sia arrivata l’ora, quella dello sgombero di Casa Pound dallo stabile che occupa abusivamente da 17 anni a Roma. Il primo passo verso l’addio dei “fascisti del terzo millennio” alla sede di via Napoleone III è la notifica del sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Roma, dopo gli esposti di alcuni mesi fa inviati in Procura dall’Anpi e dall’agenzia del Demanio. Anche se gli esponenti dell’associazione di estrema destra affermano di non aver ricevuto al momento ancora nulla, alcuni segnali lasciano presagire che gli ostacoli per lo sgombero siano ormai superati. A partire dalla nuova “casa” trovata a Ostia. Da poco più di un mese, infatti, Casa Pound ha preso possesso, sempre abusivamente, dell’area conosciuta come Villaggio Azzurro, una serie di piccoli immobili prefabbricati gestiti dall’Aeronautica militare e di proprietà, quindi, del ministero della Difesa. Anche in questo caso, però, è stata avanzata alla Procura di Roma una richiesta di sgombero da parte delle stesso ministero della Difesa.
Proprio a Ostia la sindaca Virginia Raggi è stata vittima di un violento attacco da parte di militanti del movimento guidato da Gianluca Iannone, durante la visita nel quartiere all’inizio della fase 2. In quell’occasione, un gruppo di persone guidate da un consigliere del X municipio, ha impedito alla prima cittadina di scendere dalla macchina per circa mezz’ora, con offese personali e colpi sull’autovettura. Nei mesi scorsi la Raggi ha fatto togliere dal palazzo alle spalle della stazione Termini la scritta Casa Pound, cosa che ha peggiorato i rapporti già non idilliaci tra la sindaca e la formazione di estrema destra.

