I soggetti coinvolti sono 20, tra cui 12 cliniche private e 8 manager. Il vice procuratore Licia Centro e il sostituto Davide Vitale ipotizzano il dolo per Antonio Postiglione, direttore della sanità regionale, che firmò l’accordo con l’Aiop, l’associazione delle cliniche private, e per le 12 strutture che avevano aderito. In via sussidiaria, però, risultano coinvolti nell’inchiesta anche i direttori generali e i dirigenti Asl che avevano liquidato quei pagamenti: Ciro Verdoliva e Maria Corvino, rispettivamente direttore generale e sanitario dell’Asl Napoli 1, Antonio D’Amore, dell’Asl Napoli 2, e Maria Morgante, dell’Asl di Avellino.
I posti letto restavano vuoti, ma le casse delle cliniche private si riempivano lo stesso con i rimborsi elargiti dalla Regione. Ti pago anche se non hai pazienti da assistere: era l’accordo tra i privati e Palazzo Santa Lucia siglato il 28 marzo 2020, in piena emergenza Covid. Per quasi due anni la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Corte dei conti, ha inseguito fatture e pagamenti illeciti. E ora sono scattate le richieste di risarcimento del danno procurato alle casse regionali.

