Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e la Ricerca, sta già facendo sentire la sua presenza politica, mostrando un assaggio del suo programma istituzionale al convegno dal titolo Università, Ricerca e Mezzogiorno: quale futuro per i giovani. Vertici degli atenei campani e di enti di ricerca, insieme a ricercatori e docenti si sono incontrati nella sede dell’Unione Industriali di Napoli per discutere e dare vita ad un fruttifero brainstorming di idee. I partecipanti al simposio hanno posto le loro domande, proposto le loro visioni ed esposto i progetti che ritengono validi, con Manfredi che ha preso nota di tutto e ha colto l’occasione per dire la sua.
L’ex rettore e presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane ha affrontato annosi problemi che riguardano la situazione dei ricercatori italiani e di tutti i proverbiali ‘cervelli’ che fuggono all’estero. All’origine di questi problemi ci sarebbe, tra le altre cose, l’eccessiva burocratizzazione del sistema italiano, che secondo lui ha bisogno di essere velocizzato e reso più inclusivo. L’esodo di giovani ricercatori e laureati italiani verso orizzonti più luminosi non viene visto necessariamente come un male quando si tratta di una scelta personale, ma si trasforma poi in un danno quando viene imposto da fattori ambientali e vissuto quindi come un obbligo.

