È accusato di aver dato fuoco alle automobili dell’ex moglie e del suo nuovo compagno, causando un incendio che ha visto coinvolti numerosi veicoli, P. F., quarantacinquenne napoletano posto agli arresti domiciliari venerdì scorso dagli agenti della polizia di Stato, in ottemperanza a un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno. Le indagini sono partite nello scorso mese di giugno, a seguito dell’incendio divampato nel pieno centro di Salerno, in via Generale Clark: l’attività degli inquirenti, partita tempestivamente, ha permesso di accertare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti del quarantacinquenne, emersi dalle denunce presentate dalle persone offese, dai rilievi degli agenti e dall’analisi delle immagini di alcuni impianti di videosorveglianza. Il Gip, visti i pregressi episodi di violenza, considerata la natura aggressiva manifestata anche in altre circostanze dell’arrestato e tenuto conto delle ulteriori denunce presentate dalla sua ex moglie, ha accolto l’istanza del Pm che chiedeva l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, anche al fine di evitare ulteriori condotte pericolose nei confronti di altre persone.
Lo scorso 23 giugno, un pregiudicato di 55 anni proveniente da Locri, in provincia di Reggio Calabria, era stato arrestato a Salerno con l’accusa di stalking. L’uomo era stato fermato da una pattuglia dell’ufficio prevenzione generale della questura di Salerno, nel cuore del centro storico, in via Duomo: gli agenti avevano soccorso una donna, vittima di continue persecuzioni, da quello che si è scoperto essere il suo ex compagno. Lo stalking, tuttavia, non era l’unico reato commesso dall’arrestato: si è infatti scoperto che il cinquantacinquenne aveva precedenti di polizia: nello specifico, era stato emesso a suo carico un ordine di carcerazione a un anno e cinque mesi emesso dal Tribunale di Locri per atti persecutori, violazione di domicilio e porto abusivo di armi. Lo stalker era stato quindi condotto presso la locale casa circondariale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

