Dalle prime luci dell’alba i carabinieri del Ros stanno eseguendo una misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura distrettuale, a carico di 59 indagati accusati di numerosi reati, tra i quali associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti. L’operazione colpisce i clan Puca, Verde e Ranucci operanti a Sant’Antimo e comuni limitrofi, portando alla luce, per gli inquirenti, una fitta rete di cointeressenze sia in ambito politico sia imprenditoriale.
Ci sono anche i tre fratelli del senatore di Forza Italia Luigi Cesaro nell’inchiesta. La misura degli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di Aniello e Raffale, entrambi già coinvolti in un’altra indagine su presunte collusioni con la camorra. In carcere invece va un terzo fratello, Antimo, proprietario del centro di analisi Igea di Sant’Antimo.
Contestualmente è in fase di notifica anche un sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro. I dettagli dell’operazione saranno illustrati, nella tarda mattinata, nel corso dell’incontro con i giornalisti presso la Procura della Repubblica di Napoli, al quale parteciperanno il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, e il comandante del Ros, generale di divisione Pasquale Angelosanto.
Più di un mese fa, sempre il clan Puca di Sant’Antimo ha subito un duro colpo, con l’arresto di tre esponenti di spicco del sodalizio criminale. I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli, nei confronti di Giuseppe Gallucci, cinquantatreenne considerato contiguo al clan Puca di Sant’Antimo. Stando alle ricostruzioni effettuate dagli inquirenti l’uomo sarebbe stato protagonista del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di un imprenditore edile vincitore dell’appalto pubblico di ristrutturazione delle palazzine popolari situate in via Garibaldi a Grumo Nevano.