La commissione straordinaria che amministra il Comune di Sant’Antimo, composta da Maura Nicolina Perrotta, Simonetta Calcaterra e Salvatore Carli, è impegnata a proseguire sul percorso di contrasto concreto a ogni forma di illegalità e di organizzazione criminale. Dopo l’istituzione di un organismo per valutare le eventuali infiltrazioni nelle procedure di aggiudicazione degli appalti, dopo l’annullamento di alcuni permessi a costruire e dopo la direttiva sugli affidamenti diretti, un altro significativo tassello è rappresentato dall’adozione di un regolamento che riconosce e disciplina l’esenzione totale dai tributi comunali per le vittime dell’usura e dell’estorsione da parte della criminalità organizzata.
La nuova normativa, infatti, riconosce alle vittime di questi odiosi reati, tanto diffusi quanto nascosti e subdoli, l’esenzione dalla tassa rifiuti, dalla Tari, dall’Imu, dall’imposta di pubblicità e dalla Tosap per cinque anni dalla data della denuncia all’autorità giudiziaria, previa verifica della sussistenza dei presupposti previsti. Si potrà anche accedere a un piano di rientro concordato con rateizzazione per tributi pregressi senza oneri aggiuntivi. A Sant’Antimo, secondo le dichiarazioni dei pentiti, i clan da anni si dividono i negozi e le ditte a cui chiedere il pizzo, mentre per gli affari comuni i guadagni finiscono in un “cappello”, una specie di fondo comune che poi va diviso a fine anno. Ad inizio maggio, grazie alla denuncia di un imprenditore, l’ennesima vittima del racket, è stato arrestato il figlio del boss Pasquale Puca.
In città, usura e racket sono le modalità principali utilizzate dai gruppi criminali per insinuarsi nei processi economici legali, anche attraverso la concessione di prestiti che puntano ad accaparrarsi beni e aziende. Nel 2017 il capitano dell’arma dei carabinieri Antonio De Lise, allora comandante della compagnia di Giugliano, ha rilanciato la proposta di istituire un’associazione antiracket a Sant’Antimo, proprio perché in questa zona esiste un dato oggettivo abbastanza preoccupante, poiché si parla di un’area che conta diversi clan organizzati. Di contro, c’è un bassissimo numero di denunce per estorsioni e racket.
In merito all’approvazione del regolamento per il riconoscimento di agevolazioni sui tributi locali in favore delle vittime della criminalità, a causa dell’estorsione e dell’usura, la commissaria prefettizia del Comune, il viceprefetto Calcaterra, ha spiegato: “A Sant’Antimo, a seguito dello scioglimento dell’Ente per infiltrazioni camorristiche, si è insediata una commissione che ha tra i suoi principali compiti soprattutto quello di ripristinare la legalità, facendo sentire forte la presenza dello Stato. L’approvazione di questo regolamento è il primo atto ufficiale, l’inizio di un percorso in collaborazione con la Prefettura di Napoli e le associazioni del territorio sul fronte del contrasto alla camorra, al racket e all’usura. Il regolamento, quindi, non è solo un atto burocratico, ma è un messaggio per incoraggiare i cittadini, che si trovano nelle spire soffocatrici degli estorsori, a fidarsi delle istituzioni, a denunciare o comunque rivolgersi alla commissione, alle forze di polizia o ai magistrati. Questi contatti possono fare la differenza, soprattutto in una fase di crisi così acuta, in cui le famiglie e le aziende sono estremamente vulnerabili e la criminalità è pronta ad approfittarne. La commissione che guida da un mese il Comune di Sant’Antimo a seguito dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche ha ritenuto opportuno contribuire a sostenere fattivamente chi si oppone al racket e all’usura con misure premiali, di concrete convenienze economiche, rendendo, per contro, penalizzante l’acquiescenza alla criminalità organizzata”.