Il 5 e 6 maggio del 1998 una disastrosa alluvione colpì mortalmente la città di Sarno e diversi centri limitrofi, lasciando sul proprio cammino una lunga scia di vittime e scrivendo quella che viene ancora oggi ricordata come una pagina nera della storia italiana. Una tragedia naturale imprevista, che ebbe la propria origine in eventi atmosferici eccezionali. All’inizio di quel mese, l’area comprendente la cittadina salernitana fu interessata da fenomeni piovosi di straordinaria entità, durante i quali furono vennero giù più di 250 millimetri d’acqua. Un tale accumulo di pioggia indebolì fatalmente il terreno causando una serie di frane che, dal monte Pizzo d’Alvano, si riversarono sui centri abitati sottostanti. Sarno, la località più colpita, subì devastazioni immani. Decine di edifici furono rasi al suolo e, il giorno 6, un’ultima ondata di detriti si abbatté sull’ospedale Villa Malta, seppellendo sotto metri di fango e macerie medici, infermieri e diversi pazienti ricoverati nel nosocomio a seguito delle prime frane.
Il dramma interessò comuni di tre diverse province: nel Salernitano, oltre a Sarno, furono colpite Bracigliano e Siano, mentre sull’altro versante del Pizzo d’Alvano subirono devastazioni Quindici, piccolo centro dell’Avellinese, e San Felice a Cancello, situato in provincia di Caserta. Alla fine di quell’apocalisse, le autorità conteranno 160 morti, circa 3mila persone sfollate, 180 case distrutte e più di 450 abitazioni seriamente danneggiate. A 22 anni dalla tragedia, il presidente della provincia di Salerno e sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese, così ha ricordato quei drammatici momenti: “Ricordare quei momenti di 22 anni fa per me è molto doloroso – ha dichiarato – quel giorno ero proprio a Sarno, in palestra. All’uscita il paese si presentava come un far west. Elicotteri, carabinieri, ambulanze, vigili del fuoco. E poi fango, e soprattutto morte. Tanti conoscenti scomparsi in quella ‘lava’ assassina. Uno dei più grandi disastri idrogeologici mai visti al mondo – ha continuato Strianese – da cui Sarno si è ripresa, non senza difficoltà. Vedere Roberto Robustelli, oggi vicesindaco di Sarno, rappresenta proprio il simbolo di quella ‘resistenza’, ovvero la capacità di venirne fuori, nonostante tutto. Da parte mia e delle amministrazioni che rappresento: Forza Sarno!”.

