Un deplorevole episodio di vandalismo ai danni di una struttura ospedaliera impegnata nella lotta contro il Covid-19, che ricorda in modo inquietante quanto accadde lo scorso gennaio presso il pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini di Napoli, in occasione della morte del giovane Ugo Russo. Vittima delle reazioni violente di un gruppo di persone è stato, questa volta, il pronto soccorso del nosocomio di Boscotrecase, devastato oggi dai parenti di Giuseppe Carpentieri, genero del boss di camorra Valentino Gionta. L’uomo, rimasto ferito in un agguato avvenuto in mattinata a Torre Annunziata, è stato trasportato dai familiari presso l’ospedale del comune vesuviano, riconvertito integralmente per fornire cure a persone colpite dal Coronavirus. Respinti dal personale, che non poteva prestare soccorso al loro congiunto, i presenti hanno forzato con violenti calci, danneggiandolo, l’accesso all’ospedale, nel tentativo di intimidire i sanitari e indurli ad accettare il paziente.
Una volta riusciti penetre all’interno del nosocomio di Boscotrecase, i vandali hanno dato seguito alla loro rabbia aggredendo gli uomini della vigilanza e gli infermieri che tentavano di fermarli e, giunti fino agli ambienti del pronto soccorso, hanno continuato la loro opera di devastazione arrecando gravi danni al presidio. Dopo aver realizzato, infine, l’impossibilità di ottenere in loco cure adeguate per il loro parente ferito, il gruppo si è diretto in fretta e furia verso l’ospedale Maresca di Torre del Greco. Le forze dell’ordine, giunte sul luogo dei fatti poco dopo, hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area. Dalle prime ricostruzioni, non ci sarebbero stati contatti tra i familiari di Carpentieri e pazienti affetti da Covid-19, ricoverati nella struttura ospedaliera.

