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Home Cronaca

Scarico di reflui nel fiume Sarno e abbandono di rifiuti speciali: sequestrate quattro aziende

Le ditte, operanti nei settori della metallurgia pesante e dell’attività conserviera, sono ubicate nel Napoletano e nel Salernitano

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
16 Ottobre 2020
in Cronaca
scarico

Nell’ambito di operazioni finalizzate ad accertare le cause dell’inquinamento del fiume Sarno, riferite in particolare ad alcune ditte ubicate nel territorio compreso nel bacino idrografico, questa mattina i carabinieri del comando gruppo per la tutela ambientale di Napoli hanno proceduto al sequestro di ben quattro aziende operanti nel settore della metallurgia pesante e dell’attività conserviera, site nei territori di Striano in provincia di Napoli e di Pagani e Scafati in provincia di Salerno. I legali rappresentanti sono responsabili di reati quali scarico abusivo di reflui industriali, abbandono di rifiuti speciali pericolosi e, in un caso, anche di emissioni in atmosfera senza autorizzazione. Le indagini, condotte dai carabinieri in stretta collaborazione con l’Arpac e coordinate rispettivamente dalle Procure della Repubblica di Nocera Inferiore e di Torre Annunziata, hanno permesso di accertare una serie di attività illecite.

Nello specifico, la ditta “I sapori di corbara”, con sede operativa ubicata a Pagani, operante nel settore della produzione e commercializzazione di conserve alimentari, con diciassette dipendenti, è colpevole di aver effettuato scarichi, senza autorizzazione, delle acque reflue industriali provenienti dall’attività di lavorazione e lavaggio di prodotti ortofrutticoli, il tutto convogliato in pubblica fognatura e quindi indirettamente nel fiume Sarno. Discorso simile anche per la “F.lli Cavallaro società agricola”, con sede operativa a Scafati, operante nel settore della lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, occupante trenta dipendenti: oltre ad aver effettuato lo scarico nella pubblica fognatura, con un’autorizzazione scaduta da ben cinque anni, delle acque reflue industriali, ha smaltito illecitamente rifiuti speciali dell’attività produttiva negli ultimi tre anni, lasciando gli scarti delle lavorazioni su un piazzale dell’azienda senza copertura e quindi esposti agli agenti atmosferici.

La “Gimal”, invece, con sede operativa a Striano e operante nel settore delle lavorazioni di metallurgia pesante, con trenta dipendenti, è colpevole dello scarico di acque reflue industriali senza autorizzazioni ma anche di aver esercitato l’attività di emissioni in atmosfera senza i permessi necessari per le operazioni di verniciatura, teflonatura e saldatura. Infine, anche la “Agriconserve rega”, con sede operativa a Sant’Antonio Abate, operante nel settore della produzione e commercializzazione di conserve alimentari e occupante quattro dipendenti, attualmente chiusa per pausa stagionale delle attività, è rea di aver effettuato lo sversamento di acque reflue industriali in assenza delle previste autorizzazioni. Nello specifico, lo stabilimento era stato oggetto di sopralluoghi effettuati a settembre e ad agosto: qui erano stati riattivati gli scarichi abusivi precedentemente chiusi e avevano proceduto a un illecito smaltimento dei fanghi di depurazione senza alcuna documentazione che ne attestasse la regolarità di tali attività. Il sequestro delle aziende sopracitate è stato necessario per evitare il protrarsi dei reati accertati, al fine di proteggere l’ambiente circostante.

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Tags: Napoli
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