La pandemia sta gravemente danneggiando tutti i settori lavorativi, specialmente quelli più esposti al contagio a causa del contatto diretto degli addetti con un numero elevato di persone. Avrà perciò luogo domani uno sciopero generale di tutte le categorie organizzato dalla Confederazione Unitaria di Base (Cub), che contesta proprio la condizione di sofferenza e di sfruttamento dei lavoratori campani, specialmente nel settore dei trasporti, costretti a lavorare in situazioni al limite del normale e senza alcuna garanzia di sicurezza. È per questi motivi che il sindacato chiede alle autorità competenti di intervenire, dando priorità alla salute dei lavoratori piuttosto che agli introiti economici, in quanto aumentano a vista d’occhio i positivi al Covid-19 per le condizioni precarie in cui i lavoratori devono operare. Lo sciopero potrebbe, dunque, causare molti disagi nei trasporti pubblici locali, vista la larga partecipazione e adesione che si attende per un problema che, come riporta la Cub, non può essere scaricato soltanto sul benessere e sulla salute di chi svolge ogni giorno il proprio mestiere.

Solo qualche giorno fa la metropolitana e la funicolare di Napoli erano rimaste ferme per otto ore per lo sciopero indetto da Cgil, Uil e Ugl. Le motivazioni riguardavano, secondo i sindacati, il mancato rispetto da parte dell’Anm di un accordo stipulato con i lavoratori lo scorso mese di maggio, ossia il paventato passaggio di parte del personale dal settore gomma al ferro. Dopo il caso dei 242 dipendenti dell’Anm che nei giorni delle elezioni del 20 e 21 settembre avevano sospeso il servizio per svolgere gli scrutini presso i seggi elettorali, altri quattordici lavoratori dell’azienda che si occupa di gestire i trasporti nella città partenopea avevano chiesto in massa, alcuni giorni fa, di essere posti in stato di malattia. Le assenze in contemporanea di undici agenti in servizio presso le stazioni della metropolitana e di tre capiservizio delle funicolari avevano causato le ennesime limitazioni del servizio sulla linea della metro tra Dante e Piscinola, oltre alla chiusura della stazione Università della linea 1 nonché la sospensione delle corse della funicolare di Chiaia due settimane fa. Il calvario dei lavoratori dei trasporti pubblici non ha fine anzi, pare sia solo all’inizio.

