Scuole chiuse almeno per un’altra settimana per gli studenti di numerose città della Campania, mentre la Regione Campania nel pomeriggio annuncia, attraverso un post del presidente Vincenzo De Luca sui suoi canali social “che a partire da mercoledì 25 novembre 2020 è consentito il ritorno a scuola in presenza per i servizi educativi e la scuola dell’infanzia, nonché per la prima classe della scuola primaria, fatta salva l’adozione di misure restrittive da parte dei Comuni in relazione all’andamento epidemiologico nel singolo contesto territoriale“. La decisione della giunta regionale, dunque, dà ampie facoltà decisionali ai sindaci che, in numero sempre maggiore, nel Napoletano e nel Casertano stanno continuando in queste ore a emanare ordinanze proprio per prorogare la sospensione delle attività didattiche in presenza negli istituti situati sui loro territori di riferimento.
È il caso di Aversa, dove il sindaco Alfonso Golia ha annunciato attraverso un post sulla sua pagina Facebook la sospensione delle lezioni in aula. “Considerando il quadro epidemiologico nella nostra città e non solo, ho disposto – scrive Golia – la sospensione dell’attività didattica in presenza fino al prossimo 3 dicembre, data in cui è prevista la scadenza della zona rossa, seguendo quanto era già stabilito dall’ordinanza 90 della Regione Campania fino a oggi. In questo particolare momento, la prudenza resta un obbligo imprescindibile per tutti noi. Chiedo a tutta la comunità scolastica di resistere ancora un po’ sperando che la curva dei contagi nella nostra città cali. Un caro saluto agli studenti e alle loro famiglie“. Qualche ora prima, già il sindaco di Frattaminore, Giuseppe Bencivenga aveva disposto la sospensione delle lezioni in classe fino al 29 novembre. “Voglio essere chiaro – aveva spiegato il primo cittadino in un post su Facebook –, credo che la didattica in presenza sia essenziale per i nostri ragazzi, il contatto quotidiano, il senso di normalità, la socialità, lo sguardo attento degli insegnati. Non c’è cosa più importante della scuola, per questo mi addolora dover prendere questa decisione, ma ho chiuso le nostre scuole fino al giorno 29 novembre. Non credo esistano a oggi alternative: esistevano mesi fa, ma oggi non più. Nonostante sia stato richiesto più volte l’intervento massiccio degli organi sovracomunali per assicurare una riapertura sicura, non si è riuscito in alcun modo a organizzarla con rigore e il risultato è che i sindaci non possono fare altre che chiudere“.


