Si chiude dopo trent’anni la storia di una delle piazze di spaccio più longeve di Secondigliano. All’alba di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone, accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione, coordinata dalla DDA e condotta dalla Squadra Mobile insieme al Commissariato di Secondigliano, ha disarticolato il gruppo criminale che gestiva la cosiddetta “piazza di 111” nel “Rione Berligieri” , un’organizzazione capace di generare affari per circa 280.000 euro all’anno.
Un business a due livelli: stanziale e itinerante
Le indagini, svolte tra marzo 2022 e maggio 2023, hanno svelato un sistema di vendita di cocaina estremamente flessibile. Il gruppo operava su due binari:
- La piazza fissa: il classico punto di incontro tra spacciatore e cliente nel rione.
- La consegna “a domicilio”: una modalità itinerante gestita tramite prenotazioni telefoniche, una sorta di “delivery” della droga per eludere i controlli.
Il legame con i clan e le spedizioni punitive
L’inchiesta ha confermato il ferreo controllo dei grandi cartelli camorristici sull’area. Il gruppo criminale, legato da vincoli di sangue, agiva sotto l’influenza dei clan Vanella Grassi e Licciardi. Proprio dai Licciardi, e in particolare dal gruppo guidato da Luigi Carella (noto come ‘a Gallina), i pusher erano obbligati a rifornirsi mensilmente: una sorta di “tributo” per poter operare sul territorio. Chi sgarrava pagava caro: gli inquirenti hanno documentato il violento pestaggio di uno spacciatore, prelevato da casa e malmenato per non aver saldato nei tempi i debiti contratti con il clan per la fornitura della droga.
Ostaggi nel parco: cocaina tra le giostre
L’aspetto più inquietante emerso dalle indagini riguarda l’occupazione dei giardini pubblici di via Monte Faito. Il gruppo aveva di fatto requisito gli spazi verdi del quartiere, utilizzandoli come deposito per i carichi di cocaina. Una situazione di degrado che sottraeva il parco ai cittadini e metteva in grave pericolo i bambini del rione, costretti a giocare tra dosi e “pacchi” di droga nascosti tra le aiuole. Con gli arresti di oggi, le autorità sperano di restituire il Rione Berlingieri alla comunità, ponendo fine a un’egemonia criminale che durava da tre decenni.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa, sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.