Il Napoli gioca soltanto per venti minuti, poi si sfalda completamente e si fa rimontare da un Verona tonico, ordinato e aggressivo, così dal fulmineo vantaggio segnato da Hirving Lozano dopo appena nove secondi si arriva al 3-1 finale per gli uomini di Juric, con gli azzurri che scendono al sesto posto in classifica al termine di un girone d’andata nel quale la squadra di Rino Gattuso ha già perso ben sei partite, a fronte di undici vittorie e soltanto un pareggio. Queste cifre chiariscono quale sia il limite principale dei partenopei: fin quando va tutto per il verso giusto, dominano i match e li chiudono spesso in goleada (due 6-0, un 4-0 e un 4-1 lo dimostrano); ma alle prime difficoltà, spesso dopo aver subito un gol, viene fuori un’incapacità di reagire che porta a confusione, nervosismo, disordine tattico, errori individuali che stanno diventando una costante e fanno emergere un preoccupante deficit di personalità da parte di troppi presunti leader di un gruppo che, invece, probabilmente in questo momento non ne ha. Da questo punto di vista, sono emblematiche le due brutte rimonte subite con lo Spezia allo stadio Maradona e oggi al Bentegodi, in occasione delle più recenti sconfitte in campionato (in mezzo, c’è stata anche la mediocre prestazione nella finale di Supercoppa persa con la Juventus).
Nel primo tempo, comunque, il match di Verona è bello e combattuto. Il Napoli parte a razzo. Calcio d’inizio con lancio lungo di Demme per Lozano, errore di Di Marco che liscia il pallone e l’attaccante messicano batte il portiere veronese Silvestri tra le gambe. Sono trascorsi soltanto nove secondi (terzo gol più veloce nell’intera storia della Serie A e record nella storia della società partenopea) e gli azzurri sembrano aver già messo la gara in discesa. L’Hellas pare accusare il colpo e i primi venti minuti sono dominati dalla squadra di Gattuso. Così, tra il 19′ e il 26′ il Napoli sfiora il raddoppio due volte, sempre con Diego Demme: nella prima occasione, è Lozano a respingere in modo involontario un tiro a botta sicura col portiere scaligero già battuto, mentre la seconda volta l’estremo difensore è molto bravo a parare un forte tiro incrociato del centrocampista azzurro da pochi metri. Da quel momento, però, il match cambia completamente. Tra le file partenopee cala il ritmo delle giocate e aumenta il numero degli errori, con troppe palle perse a centrocampo e in difesa. Al 34′, i veneti pareggiano grazie a Di Marco, che imposta l’azione e corre indisturbato fino all’interno dell’area avversaria, sfruttando il ritardo nel rientro da parte di Di Lorenzo e la mancata copertura dei centrocampisti: Meret non può nulla sul tiro del giovane difensore di scuola Inter e, anzi, cinque minuti dopo salva la sua squadra con una bella parata a terra per respingere una conclusione di Lazovic dall’interno dell’area.


