Dopo la chiusura forzata a causa del periodo di lockdown, riapre al pubblico, da oggi, il box della polizia ferroviaria, situato nella galleria commerciale della stazione di Napoli Centrale. La nuova sede è stata inaugurata con la presenza del Questore di Napoli, Alessandro Giuliano, il quale ha tenuto ad esprimere tutta la sua soddisfazione per l’ufficio, augurando inoltre un buon lavoro a tutto il personale. La sede della Polfer, i cui lavori di ristrutturazione sono stati finanziati dalla Direzione centrale di protezione aziendale del gruppo ferrovie dello Stato, si presenta come un punto centrale per i viaggiatori dello scalo ferroviario tra i più importanti della Campania, trovando, al suo interno, operatori pronti a ricevere eventuali denunce e ad assicurare interventi tempestivi in collaborazione con la Questura e gli altri presidi territoriali delle forze di polizia. È possibile trovare l’ufficio aperto dalle 7 alle 24, ogni giorno, compresi i festivi.
La Polfer è, da sempre, occupata nei controlli per rendere le stazioni più sicure. Si è svolta infatti il 23 luglio l’operazione dal nome Stazioni sicure nell’ambito di un piano nazionale di indagini straordinarie nelle stazioni ferroviarie. Lo scopo di tali ispezioni è quello di aumentare ulteriormente i livelli di sicurezza nell’ambito ferroviario, soprattutto in vista della crescita del numero di viaggiatori durante le vacanze estive. Nello specifico l’operazione ha riguardato le principali stazioni della Campania, come la stazione centrale di Napoli. Il personale di rinforzo della Questura di Napoli e gli uomini della polizia ferroviaria hanno collaborato con le unità cinofile antidroga e antisabotaggio allo scopo di attuare un’attività di controllo di passeggeri e bagagli per il rispetto delle norme di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Fondamentale è stato l’aiuto del presidio Ferrovie dello Stato Italiano di Protezione aziendale che, grazie all’utilizzo di un moderno strumento per rilevare la temperatura corporea, ha permesso di individuare con tempestività una viaggiatrice che presentava sintomi febbrili oltre i 37,5. La stessa è stata poi segnalata alla competente Asl e al Servizio epidemiologico. Inoltre, i controlli sono stati effettuati con il metal detector dato in dotazione a tutte le pattuglie, mentre le indagini di persone sospette, già presenti nelle banche dati delle forze dell’ordine, sono stati resi più veloci grazie all’utilizzo di smartphone che, tramite lettura ottica del documento, hanno prontamente identificato i diversi soggetti.

