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Stile di vita e alimentazione: gli esami del sangue ti dicono cosa bisogna cambiare

Correggere la propria dieta e cominciare a muoversi di più: la formula magica è 5-30-200, semplice ma non banale

Dott.ssa Lucia Santoro di Dott.ssa Lucia Santoro
31 Luglio 2022
in Italia, Rubriche, Salute e Benessere

Un semplice check up: “L’indicazione generale è di eseguire un controllo almeno annualmente. Se invece si hanno malattie del metabolismo la frequenza deve essere maggiore. Semplici, ma non banali, gli esami del sangue possono emettere questo verdetto: bisogna cambiare stile di vita. Le analisi di laboratorio ci dicono, quindi, come sta funzionando l’organismo e in che stato sono i diversi apparati”.

Il livello dell’acido urico, dell’omocisteina e dei trigliceridi, sono i parametri che dobbiamo attenzionare, poiché ci dicono se stiamo mangiando bene o male. Se l’acido urico ematico è alto, lo è anche il consumo eccessivo di alimenti quali carni rosse, frattaglie e grassi animali. Ancora, importante è l’omocisteina, un aminoacido indice del rischio cardiovascolare: se il dosaggio nel sangue risulta alto, significa che il consumo di verdure è scarso. Il suo valore, si aggiunge agli indicatori di rischio convenzionali quali fumo, colesterolo, diabete e ipertensione. Con il livello di grasso addominale aumentato, si possono ritrovare alterati i livelli delle transaminasi (GPT/ALT), all’uopo le analisi possono rilevare una sofferenza delle cellule del fegato, il cosiddetto “fegato grasso” la malattia che spesso si associa al sovrappeso. Oltre a rivolgersi ad uno specialista, per disintossicare il fegato potrebbe essere utile consumare il cardo mariano o il tarassaco.

Infine, di fondamentale importanza sono i valori dei trigliceridi, ovvero i grassi che derivano dall’alimentazione, che indicano la qualità e il tipo di cibi che privilegiamo in particolare se consumiamo eccessivi grassi animali. Secondo lo specialista se i valori sono superiori a 170 mg/dl il sospetto è che la persona sia un forte mangiatore di insaccati, carni rosse, se invece gli indicatori sono su 65/70 la persona mangia tantissime verdure, se il livello dei grassi del sangue (colesterolo e trigliceridi) è ridotto si può dedurre che l’alimentazione del soggetto è ricca di pesce azzurro (sgombri, sardine, tonno, salmone, alimenti ricchi di omega 3).

Questi grassi molto importanti per il nostro metabolismo poiché abbassano il colesterolo (non a tutti) e i trigliceridi (a quasi tutti) sono messaggeri positivi per il corretto funzionamento del sistema nervoso, del sistema immunitario e del sistema endocrino ma poiché non vengono prodotti dal nostro organismo dobbiamo introdurli con l’alimentazione ed il pesce azzurro è l’alimento che più ne contiene.

Se, dunque dopo un semplice controllo questi valori risultano alterati, è arrivata l’ora di cambiare stile di vita iniziando da una sana alimentazione e da un po’ di movimento di più, attenendosi allo schema 5-30-200 ovvero porzioni di verdura al giorno, 30 minuti di camminata al giorno, 200 di colesterolo, una formula che potrebbe cambiare la nostra quotidianità.

Tags: colesterolodietaprimopiano
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