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Home Italia

Strage di Bologna, 40 anni dal più vile attacco terroristico in Italia

Il 2 agosto 1980 una bomba scoppiò alla stazione provocando 85 morti e oltre 200 feriti. I magistrati sanno chi sono i mandanti, ma non possono processarli

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
2 Agosto 2020
in Italia
Bologna

Bologna, 2 agosto 1980, ore 10,25. La più dolorosa, disumana, infame strage della storia della nostra Repubblica. Un calvario infinito di sangue, polvere, brandelli di carne, pianti, urla, via vai di sirene, morte. 85 volte morte, 85 vite spazzate via, diventate fumo e cenere. E più di 200 sopravvissuti, feriti, mutilati nel corpo e nella mente, zombie rinati, che ricordano e se ricordano piangono e se piangono tornano a morire. A quarant’anni dal massacro alla stazione sembra che la giustizia si stia avvicinando alla verità. Lo si dice a ogni commemorazione di qualsiasi strage, ma questa volta i nomi dei mandanti e organizzatori i giudici li hanno trascritti, nero su bianco, anche se non possono rinviarli a giudizio, condannarli o assolverli, perché sono morti. Per la Procura generale Licio Gelli (fondatore della loggia massonica P2), Umberto Ortolani (banchiere), Federico Umberto D’Amato (ex prefetto) e Mario Tedeschi (ex senatore del Movimento sociale italiano) hanno finanziato e organizzato l’ultimo atto di quella che è stata definita la “strategia della tensione”, il periodo storico più buio e tragico del dopoguerra italiano, iniziato con la bomba alla Banca nazionale dell’agricoltura di piazza Fontana, Milano, il 12 dicembre 1969 (ma c’è chi la retrodata al primo maggio 1947, Portella delle Ginestre, Sicilia).

Le quattro persone citate affiancarono con idee e i soldi, secondo i giudici, gli esecutori materiali: Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, condannati in via definitiva, e Gilberto Cavallini, in primo grado. Tutti appartenenti all’organizzazione terroristica neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari. C’è un quinto, da poco indagato, l’ex Avanguardia nazionale Paolo Bellini. Per i magistrati il filo che unisce mandanti ed esecutori sono i 5 milioni di dollari partiti dalla Svizzera, su un conto presumibilmente di Gelli, e giunti ai Nar.

Queste sono le conclusioni a cui è arriva la Procura generale di Bologna, conclusioni che non convincono Raffaello Giorgetti, già legale di Licio Gelli, che ha molti dubbi sulla ricostruzione e parla di una verità giudiziaria che non può arrivare dopo 40 anni. Di certo, purtroppo, rimangono gli 85 morti. Le vittime provenivano da 50 città diverse. Gli stranieri furono 9, 19 gli studenti assassinati, 5 gli insegnanti, 14 gli operai, 12 gli impiegati, 7 i pensionati, 11 le casalinghe. Vi erano poi artigiani, militari, ferrovieri, tassisti, dirigenti e disoccupati. La vittima più piccola aveva 3 anni (Angela Fresu), la più anziana 86 (Antonio Montanari). Abbiamo deciso di ricordarli tutti, elencando i loro nomi, con l’età e un breve pezzo della loro vita, terminata a Bologna, il 2 agosto 1980, alle ore 10,25.

Mirella Fornasari in Lambertini, 36 anni, viveva a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, era sposata e madre di un ragazzo di 14 anni.

Euridia Bergianti in Baldazzi, 49 anni, era nata a Campogalliano in provincia di Modena, abitava a Bologna assieme a uno dei suoi due figli ed era rimasta vedova nel 1975.

Franca Dall’Olio, 20 anni, era nata a Budrio, abitava a Bologna, era figlia unica e da quattro mesi soltanto lavorava per la ditta Cigar, una società che si occupava della ristorazione all’interno della Stazione di Bologna.

Katia Bertasi, 34 anni, era nata a Stienta, Rovigo e viveva a Bologna con i genitori, suo marito e i due figli: una femmina di 11 anni e un maschietto di 15 mesi.

Nilla Natali, 25 anni, era figlia unica, viveva coi genitori e stava per sposarsi, aveva già scelto i mobili per la sua nuova casa, anche quelli su misura per la cucina.

Rita Verde, 23 anni, aveva una sorella e un fratello, viveva a Bologna con i genitori e stava per sposarsi.

John Andrew Kolpinski, 22 anni, si era laureato all’Arts Court, di Birmingham in Inghilterra. Assieme alla sua fidanzata Catherine aveva intrapreso un viaggio per l’Europa.

Catherine Helen Mitchell, 22 anni, si era laureata all’Arts Court, di Birmingham in Inghilterra. Fidanzata di John Andrew.

Iwao Sekiguchi, 20 anni, viveva nei pressi di Tokio con i genitori, una sorella e un fratello. Un suo grande desiderio era conoscere l’arte, la lingua, le tradizioni italiane.

Argeo Bonora, 42 anni, era un ferroviere, era nato a Galliera, in provincia di Bologna, aveva due fratelli, era sposato e aveva 5 figli.

Giuseppe Patruno, 18 anni, era di Bari e aveva dieci fratelli. Faceva l’elettricista. Stava trascorrendo un periodo di vacanza con il fratello a casa di amici a Rimini.

Irene Breton in Boudouban, 61 anni, era originaria della Svizzera dove era nata a Boncourt. Risiedeva a Delémont con il marito. Faceva l’orologiaia.

Fausto Venturi, 38 anni, viveva con la madre e il fratello a Bologna, era donatore di sangue. Il 2 agosto era in servizio con il suo taxi alla stazione di Bologna.

Vincenzo Petteni, 34 anni, era nato a Malè, in provincia di Trento, abitava a Ferrara, era sposato e da un paio di anni aveva cambiato lavoro, mettendosi in proprio.

Natalia Agostini in Gallon, 40 anni, era di Bologna e lavorava come operaia alla Ducati Elettronica e aveva due figli.

Manuela Gallon, 11 anni, era di Bologna, aveva superato gli esami di quinta elementare e si preparava ad affrontare le scuole medie.

Pier Francesco Laurenti, 44 anni, era nato a Berceto, in provincia di Parma, aveva una sorella ed era laureato in giurisprudenza, viveva a Parma e lavorava a Padova nelle assicurazioni.

Angelo Priore, 26 anni, era nato a Malles Venosta in provincia di Bolzano, si era trasferito a Messina dove svolgeva il mestiere di ottico.

Pio Carmine Remollino, 31 anni, era nato a Bella, in provincia di Potenza. Orfano di madre, aveva vissuto con il padre settantacinquenne, la matrigna e otto fratelli a Baragiano.

Flavia Casadei, 18 anni, aveva frequentato la quarta liceo scientifico Serpieri a Rimini e si preparava ad affrontare l’ultimo anno di scuola superiore.

Eckhardt Mäder, 14 anni, viveva ad Haselhorf in Westfalia ed era venuto in Italia con i suoi genitori e i due fratelli per trascorrere una vacanza al Lido di Pomposa, in provincia di Ferrara.

Margret Rohrs in Mäder, 39 anni, viveva ad Haselhorf in Westfalia con il marito e i tre figli ed era venuta in Italia con tutta la famiglia per trascorrere una vacanza al Lido di Pomposa, in provincia di Ferrara.

Kai Mäder, 8 anni, viveva ad Haselhorf in Westfalia ed era venuto in Italia con i suoi genitori e i due fratelli per trascorrere una vacanza al Lido di Pomposa, in provincia di Ferrara.

Onofrio Zappalà, 27 anni, era nato a Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina e aveva due sorelle.

Vincenzina Sala in Zanetti, 50 anni, era nata a Pavia ma risiedeva da molti anni a Bologna.

Elisabetta Manea, vedova De Marchi, 60 anni, era di Marano Vicentino dove, alla morte del marito avvenuta nel 1970, era rimasta con i suoi quattro figli.

Roberto De Marchi, 21 anni, era rimasto orfano di padre nel 1970, la sua famiglia, composta da altri tre fratelli e dalla mamma Elisabetta viveva a Marano Vicentino.

Rosina Barbaro in Montani, 58 anni, era di Bologna, era sposata e aveva una figlia e in agosto avrebbe festeggiato il quarantesimo anniversario di matrimonio.

Mauro Alganon, 22 anni, era di Asti, viveva in casa con i genitori pensionati, lavorava come commesso in una libreria, era l’ultimo di tre figli ed era appassionato di fotografia.

Francesco Betti, 44 anni, era un taxista originario di Marzabotto. Viveva con la moglie e il figlio di 2 anni a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna.

Vincenzo Lanconelli, 51 anni, era nato a Cotignola in provincia di Ravenna, viveva a Bagnacavallo, era celibe e aveva due sorelle e un fratello.

Salvatore Lauro, 57 anni, era di Acerra, era un maresciallo dell’aereonautica e risiedeva a Brusciano, in provincia di Napoli.

Velia Carli in Lauro, 50 anni, era nata a Tivoli, era titolare di una piccola impresa artigiana di maglieria e risiedeva a Brusciano, in provincia di Napoli.

Pietro Galassi, 66 anni, era nato nella Repubblica di San Marino, aveva una sorella e si era laureato in matematica e fisica.

Rossella Marceddu, 19 anni, viveva con i genitori e la sorella a Prarolo, in provincia di Vercelli, e studiava per diventare assistente sociale.

Roberto Gaiola, 25 anni, era di Vicenza ed aveva una sorella. A undici anni, dopo aver conseguito il diploma di scuola elementare, era andato a lavorare in fabbrica.

Angelica Tarsi in Sacrati, 72 anni, era marchigiana ma viveva da molti anni a Bologna con il figlio, la nuora e i tre nipoti.

Loredana Molina in Sacrati, 44 anni, era di Bologna e il 2 agosto assieme al marito avevano accompagnato in stazione il figlio minore e Angelica Tarsi, sua suocera, che dovevano partire per le vacanze.

Brigitte Drouhard, 21 anni, era nata a Saules, in Francia, risiedeva a Parigi, faceva l’impiegata e aveva una passione per la poesia e per la letteratura italiana.

Carla Gozzi, 36 anni, abitava coi genitori a Concordia in provincia di Modena ed era impiegata in un maglificio.

Umberto Lugli, 38 anni, era di Carpi dove aveva aperto con il fratello una merceria. Fidanzato di Carla Gozzi.

Francisco Gomez Martinez, 23 anni, era catalano, aveva due sorelle e lavorava come impiegato in un’azienda tessile di Sentmenat, dove era nato e viveva con la madre e una delle sorelle.

Maria Idria Avati in Gurgo, 80 anni, abitava a Rossano Calabro da dove era partita per recarsi in Trentino.

Nazzareno Basso, 33 anni, era di Numana, nelle Marche, aveva quattro figli e lavorava a Milazzo.

Davide Caprioli, 20 anni, era di Verona dove viveva con i genitori, frequentava il primo anno di economia e commercio, voleva diventare commercialista e la sua passione era la musica.

Patrizia Messineo, 18 anni, era di Bari e si era appena diplomata in ragioneria.

Silvana Serravalli in Barbera, 34 anni, era di Bari, insegnava presso una scuola elementare di quella città e aveva compiuto gli anni il primo agosto.

Sonia Burri, 7 anni, era partita da Bari con i genitori e il 2 agosto era in stazione con loro e con i nonni materni, la sorella, zia Silvana e le cugine.

Gaetano Roda, 31 anni, era nato a San Bartolomeo, era orfano di padre e viveva a Mirabello in provincia di Ferrara con la madre e il fratello.

Maria Fresu, 24 anni, abitava a Gricciano di Montespertoli, in provincia di Firenze e la sua famiglia di origine sarda era composta dalla figlia Angela di tre anni, dai genitori e da sei sorelle e un fratello.

Angela Fresu, 3 anni, abitava a Gricciano di Montespertoli, in provincia di Firenze e famiglia di origine sarda era composta dalla mamma Maria, dai nonni e dai sette fratelli della mamma.

Verdiana Bivona, 22 anni, era un’operaia, viveva con i genitori e con uno dei suoi due fratelli a Castelfiorentino (Firenze) dove era nata e la sua famiglia aveva origini siciliane.

Francesco Antonio Lascala, 56 anni, era sposato e aveva tre figli, era appassionato di pesca e viveva a Reggio Calabria con la moglie e uno dei suoi figli che aveva 15 anni.

Maria Angela Marangon, 22 anni, era nata a Rosolina, in provincia di Rovigo, aveva due fratelli e una sorella.

Mauro Di Vittorio, 24 anni, abitava a Torpignattara, nella periferia romana, era orfano di padre e aveva due sorelle ed un fratello.

Roberto Procelli, 21 anni, era figlio unico e viveva a San Leo di Anghiari, una frazione di Arezzo.

Berta Ebner, 50 anni, era nata a San Leonardo in Passiria in provincia di Bolzano, aveva un fratello, non era sposata e viveva in casa con la madre.

Salvatore Seminara, 34 anni, era originario di Gravina di Catania, aveva un fratello e una sorella.

Antonino Di Paola, 32 anni, era di Palermo, aveva due sorelle e un fratello, amava trasmettere alla radio e da 14 anni lavorava per la ditta Stracuzzi.

Marina Antonella Trolese, 16 anni, era di Sant’Angelo di Piove in provincia di Padova, studiava al liceo Tito Livio della città patavina e doveva partire con la sorella di 15 anni per un viaggio studio.

Anna Maria Salvagnini in Trolese, 51 anni, risiedeva a Sant’Angelo di Piove in provincia di Padova e insegnava nella città patavina presso la scuola media Palladio.

Vittorio Vaccaro, 24 anni, operaio ceramista, era nato a Palermo e viveva a Casalgrande, Reggio Emilia, con la moglie che aveva conosciuto a Rimini e una figlia di 4 anni.

Eleonora Geraci in Vaccaro, 46 anni, era di origini palermitane e il 2 agosto era partita in auto con il figlio Vittorio di 24 anni che viveva a Casalgrande, Reggio Emilia.

Amorveno Marzagalli, 54 anni, viveva ad Omegna, in provincia di Novara, con la moglie e il figlio.

Paolo Zecchi, 23 anni, era figlio unico, era nato a Bologna, si era diplomato in ragioneria e lavorava in una banca ad Ozzano dell’Emilia in provincia di Bologna.

Viviana Bugamelli in Zecchi, 23 anni, era di Bologna, diplomata in ragioneria aveva trovato un impiego in un’azienda agricola.

Paolino Bianchi, 50 anni, lavorava come muratore in una cooperativa agricola e viveva in provincia di Ferrara a Castello di Vigarano Mainarda.

Sergio Secci, 24 anni, era nato a Terni e si era laureato al Dams di Bologna.

Leo Luca Marino, 24 anni, originario di Altofonte in provincia di Palermo, proveniva da una famiglia formata dai genitori e da otto figli.

Domenica Marino, 26 anni, lavorava come collaboratrice famigliare ad Altofonte in provincia di Palermo ed aveva sette fratelli.

Antonella Ceci, 19 anni, era di Ravenna, aveva conseguito il diploma di maturità chimico-tecnica con il massimo dei voti e avrebbe dovuto cominciare a lavorare presso uno zuccherificio.

Angela Marino, 23 anni, lavorava nello studio di un dentista ad Altofonte in provincia di Palermo ed aveva sette fratelli.

Mirco Castellaro, 33 anni, era originario di Pinerolo in provincia di Torino, aveva a lungo vissuto a Frossasco dove il padre era stato sindaco.

Carlo Mauri, 32 anni, era un perito meccanico e viveva con la moglie Anna Maria e il figlio Luca a Tavernola, una frazione di Como.

Anna Maria Bosio in Mauri, 28 anni, era una maestra e viveva con il marito Carlo e il figlio Luca a Tavernola, una frazione di Como.

Luca Mauri, 6 anni, avrebbe frequentato la prima elementare all’inizio dell’anno scolastico e viveva con la mamma Anna Maria e il papà Carlo a Tavernola una frazione di Como.

Antonio Montanari, 86 anni, era di Santa Maria Codifiume, in provincia di Ferrara, aveva fatto il mezzadro ed era in pensione.

Francesco Cesare Diomede Fresa, 14 anni, era un ragazzo di Bari, assieme al papà Vito e alla mamma Errica era partito dalla loro città il venerdì primo agosto con il treno per evitare il traffico sull’autostrada.

Errica Frigerio in Diomede Fresa, 57 anni, era di Bari, era sposata con Vito e insegnava lettere presso l’Istituto per geometri Pitagora.

Vito Diomede Fresa, era di Bari, era sposato con Errica Frigerio e aveva due figli: una ragazza e un ragazzo di 14 anni.

Vito Ales, 20 anni, viveva a Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, aveva un diploma come operaio specializzato ed era in attesa di trovare un posto di lavoro stabile.

Lina Ferretti in Mannocci, 53 anni, era nata a Peccioli in provincia di Pisa. Abitava a Livorno insieme a suo marito Rolando coinvolto anche lui nella strage e rimasto gravemente ferito.

Romeo Ruozi, 54 anni, era originario di Reggio Emilia, aveva vissuto a Trieste fino al 1975 e abitava a Bologna, era sposato e aveva tre figli.

Mario Sica, 44 anni, era nato a Roma ed era un avvocato specializzato in diritto del lavoro.

Lidia Olla in Cardillo, 67 anni, aveva una figlia e abitava a Cagliari con suo marito.

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