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Home Cultura Arte

“Striature”: la pittrice Emanuela Auricchio in mostra all’ “Upnea” di Napoli

Le opere della giovane e talentuosa artista partenopea saranno esposte in occasione della personale "Striature". Domenica 30 ottobre, alle ore 18:30, si svolgerà il vernissage della rassegna nel noto locale di tendenza

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
28 Ottobre 2022
in Arte, Cultura

Striature, come i segni tangibili che il pennello pregno di pittura lascia sulla tela, tracciando dei solchi profondi e talvolta dolorosi come ferite, dalle quali sgorga il sangue vivo della materia, gli stessi segni indelebili che ci restano impressi sulla tavolozza dell’anima, e che solo l’arte e la bellezza sono in grado di guarire, trasformando il dolore che si cela tra una piega e l’altra della vita in forza liberatrice e in catarsi. Sono forse questi i primi pensieri densi di emotività e di stupore ma anche di fascino e di ammirazione che farebbe un osservatore, e in effetti basterebbe anche solo un primo sguardo per lasciarsi affascinare e sedurre dalle pure e autentiche emozioni capaci di trasmettere le opere della talentuosa pittrice Emanuela Auricchio. Striature, non a caso, è il titolo della retrospettiva incentrata sui dipinti della giovane artista partenopea i quali saranno in mostra al pubblico per un mese presso le sale della Salumeria Upnea, tra i locali più alternativi e di tendenza a Napoli, punto di ritrovo di artisti e personaggi famosi in visita nel centro storico della città.

Un luogo perfetto, dunque, dove far incontrare il “gusto dell’arte” con “l’arte del gusto”, grazie alle prelibate pietanze sapientemente preparate da Luigi Crispino, chef e gestore del locale, assieme al suo affiatatissimo staff, nel pieno rispetto di quella che è la tradizione culinaria napoletana e campana, senza rinunciare alla reinvenzione e alla rivisitazione dei più iconici e famosi piatti tipici. E se è vero che la cucina, qui sotto l’ombra degli stretti vicoli del centro storico di Napoli, assume un carattere quasi di sacralità, lo stesso “Ver Sacrum” – citando la rivista d’arte fondata nel 1898 dal pittore della Secessione Viennese Gustav Klimt – traspare in maniera più che evidente dalle opere di Emanuela Auricchio, la quale prende in prestito proprio dalla pittura espressionista e post-espressionista lo stilema dell’arte totale per reinventarlo e declinarlo secondo la sua personale visione e interpretazione dell’arte. Così tra colori vividi e intensi e folgoranti contrasti cromatici si materializzano sulla tela volti femminili che sono pienamente consapevoli del loro ruolo nella storia: donne che nonostante il peso del dolore e delle sofferenze delle quali si fanno carico quotidianamente, sono pronte a riprendersi la propria libertà per tornare a essere artefici e protagoniste della loro vita.

Le “eroine” di Emanuela Auricchio riflettono il mondo interiore dell’artista e ci raccontano come siano loro stesse a guidare la sua mano di pittrice alla costante ricerca di nuove forme espressive soggettive e personalissime. Dall’altro lato sono individuabili, tra una “striatura” e l’altra, i modelli, gli stili, le tecniche e i gusti pittorici che rivoluzionarono le arti figurative tra Ottocento e Novecento. Ne è un esempio la predilezione verso l’oro, chiaro riferimento proprio all’arte di Gustav Klimt. Ma guardando più a fondo e con maggiore attenzione, le influenze e gli stili non si fermano qui e si spingono ben oltre “la superficie liscia e abusata delle cose”, per cercare il significato più vero e autentico della vita tra i contrasti e gli anfratti della luce e del colore. Esiste infatti tutto un sommovimento interiore negli sguardi dei soggetti femminili che l’artista partenopea ritrae, una visione che non lascia indifferente l’osservatore.

Si tratta altresì di un universo intimo che si divide tra il riconoscimento di sé stesse e della propria identità femminile, e una pulsione fatta al contempo di malinconia e di dolcezza nei confronti della vita. Ulteriori rimandi stilistici e riferimenti ideali possono essere riconosciuti e individuati attraverso la lente della “pittura dell’anima” di Edvard Munch, o ancora della “pittura introspettiva” di Egon Schiele fino a giungere alla ricerca pittorica più “esistenzialista” dell’ultimo Lucian Freud, nipote non a caso del fondatore della psicanalisi Sigmund Freud. L’analisi dell’inconscio, in questa specifica circostanza, resta dunque imprescindibile per comprendere cosa davvero si muova nel profondo dell’anima delle “eroine” dell’artista partenopea, un magma spirituale che può essere definito “lavico” e “tellurico”, che non tradisce ma anzi valorizza le radici e l’attaccamento all’identità della loro creatrice.

Dal canto suo la pittrice Emanuela Auricchio ha saputo dimostrare nel giro di pochissimo tempo non solo una grande maturità nella capacità espressiva, riuscendo con le sue opere a trasmettere un forte pathos emotivo nei confronti dell’osservatore, ma ha anche dato prova di una buona padronanza di tecniche e stili pittorici. Laureata all’indirizzo Pittura & Arti visive presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, da sempre fucina di talenti, è stata allieva presso la prestigiosa bottega della nota pittrice partenopea Francesca Strino, figlia d’arte di uno dei principali esponenti della pittura napoletana del secondo Novecento, il “maestro” Gianni Strino, le cui opere sono oggi custodite in numerose gallerie d’arte e collezioni private in Italia e all’estero. Impegnata in qualità di insegnante di pittura presso l’associazione di volontariato Il primo abbraccio, l’artista ventiquattrenne divide la sua vita tra lo studio a tempo pieno presso il corso di Didattica e mediazione culturale del patrimonio dell’Accademia partenopea, dove sta conseguendo gli studi magistrali, e il suo amore più grande, quello per l’arte pittorica.

Nonostante la giovane età, la pittrice partenopea ha all’attivo già diversi interessanti progetti artistici, sociali e culturali che hanno attirato nei suoi confronti l’attenzione e la curiosità della stampa e dei media locali. Ne è un esempio l’omaggio dedicato ad Artemisia Gentileschi e al suo celeberrimo dipinto Autoritratto come allegoria della Pittura, per sottolineare il ruolo rivoluzionario che la pittrice del Seicento di scuola caravaggesca ha avuto in qualità di donna e di artista in un’arte “dominata” e appannaggio degli uomini. L’interessante e ambizioso progetto artistico, nato per denunciare con coraggio la violenza di genere in tutte le sue forme – la stessa Artemisia fu infatti vittima di un terribile stupro -, si è poi trasformato in una raccolta fondi da destinare al Telefono Rosa di Napoli, associazione impegnata in prima linea nell’aiutare le donne vittime di abusi e di violenza.

La pittrice partenopea Emanuela Auricchio all’opera lungo le strade di Napoli

Il suo dipinto intitolato Medusa trionfante decolla Perseo, reinterpretazione e rivisitazione in chiave femminista del mito di Medusa e di Perseo, ribalta e decostruisce invece i canoni classici del legame “patriarcale” tra arte e mitologia. L’opera è stata anche presentata al Carrousel Du Louvre di Parigi in occasione di un’exhibit di giovani artisti contemporanei. Il progetto di street art intitolato Cassandra.parla, infine, si è trasformato in un vero e proprio manifesto pittorico dell’artista partenopea, con diverse riproduzioni dei suoi dipinti che sono state affisse lungo le strade e i vicoli del centro storico di Napoli, con l’obiettivo di rendere la pittura e più in generale l’arte di strada una “cassa di risonanza” dei messaggi di libertà, di emancipazione e di autodeterminazione femminile. Cassandra.parla è anche una pagina Instagram dove poter seguire le azioni di street art della giovane pittrice.

L’inaugurazione di Striature, prima personale di Emanuela Auricchio, si terrà domenica 30 ottobre, alle ore 18:30, presso i locali interni della Salumeria Upnea, in via San Giovanni Maggiore Pignatelli 35, nel cuore del centro storico di Napoli. La retrospettiva durerà un mese e si concluderà 30 novembre. Il vernissage di domenica sarà accompagnato da un aperitivo con buffet gratuito, a esclusione delle consumazioni da bere. A seguire ci sarà un dj-set con una selezione musicale curata da Paolo Meo. Per la serata è prevista la possibilità di cenare ai tavoli del risto-bistrot. Per avere maggiori informazioni sull’evento serale e per la prenotazione dei tavoli è possibile chiamare il numero di telefono 081 1936 4649 oppure contattare le pagine Instagram e Facebook del locale. Per ricevere aggiornamenti in tempo reale sull’esposizione pittorica è possibile consultare l’evento Facebook. Le opere di Emanuela Auricchio possono inoltre essere ammirate nella sua “galley virtuale” su Instagram.

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Tags: ArteEmanuela AuricchiomostraNapoliPitturaprimopianoSalumeria UpneaStriature
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