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Home Spettacoli Musica

“Suoni dal Futuro”: la musica underground si fa spazio a Napoli

La rassegna di concerti proposta dal cantante degli Afterhours, in collaborazione con il collettivo "Germi" e Siae, ha fatto tappa nel capoluogo campano. “Sono ragazzi che suonano strumenti veri. Non per fama, ma per raccontarsi” spiega Manuel Agnelli

Pasquale Cortese di Pasquale Cortese
5 Maggio 2026
in Musica, Spettacoli

“Suoni dal Futuro” è un progetto triennale che vede band di giovani musicisti emergenti esibirsi nei club delle principali città italiane, tra cui Napoli. Nasce da un’idea di Manuel Agnelli, leader del gruppo rock italiano Afterhours, già attivo nel promuovere giovani band per “Carne Fresca”, rassegna del suo locale-collettivo “Germi” a Milano. Da questa, infatti, saranno selezionate tra 100 band quelle che si esibiranno nel resto d’Italia. In questa prima rassegna sono state proposte 6 band, inquadrabili nella scena musicale alternative rock ma con contaminazioni che arrivano fino allo sperimentale e al folk. La rassegna, iniziata il 10 aprile scorso, terminerà il 30 maggio. La tappa all’Auditorium Novecento di Napoli si è svolta invece dal 30 aprile al 2 maggio.

Il presidente della Siae Salvatore Nastasi, tra i promotori del progetto assieme a “Germi“, ha dichiarato che “il vero successo sarà quanta gente verrà ai concerti”. C’è quindi la volontà da parte degli organizzatori di riportare al centro della scena la musica dal vivo. “Andare a un concerto – spiega Manuel Agnelli – ha una potenza e una forza a livello di sensazioni e anche di scambio personale e sociale che non ha paragoni con nessun altro tipo di esperienza”. In una società sempre più individualista, il musicista e il numero uno della Siae vogliono riportare in auge l’esperienza collettiva di vivere l’arte in un luogo fisico in cui condividere le emozioni. Nel capoluogo campano, dove sono pochi gli spazi in cui poter vivere la musica live, l’Auditorium Novecento ha aperto le porte a “Suoni dal futuro” per tre serate a ingresso gratuito. Una buona notizia per chi è stanco di avere come luoghi di socialità esclusivamente piazze, bar o discoteche.

Agnelli sottolinea come i giovani talenti proposti siano “ragazzi che suonano strumenti veri, cantano senza autotune e scrivono le loro canzoni”. In una città rappresentata sulla scena mainstream soprattutto da cantanti che sfornano ogni giorno canzoni commerciali abusando dell’autotune, portare il rock suonato dal vivo rappresenta una boccata d’ossigeno.

“Suoni dal Futuro propone musicisti stanchi della perfezione da social che genera solo ansia e malessere. Qui non si fa musica per avere successo, ma per raccontarsi e fare comunità”, tuona Agnelli. Una visione alternativa al sistema musicale consumista per il quale bisogna raggiungere a tutti i costi la fama in breve tempo. Questo, unito all’utilizzo dell’IA, che come ribadisce il cantante “rischia di trasformare la musica in un oggetto preconfezionato e senz’anima, decretando la morte dell’artista”, viene rigettato da questi giovani musicisti. Si suona per un’esigenza, per esprimersi senza pressioni di scadenze contrattuali e senza l’ansia delle visualizzazioni su Spotify. È così che la creatività risulta sana e genuina, ma anche di qualità. Questi giovani artisti non ci stanno a creare canzonette facilmente replicabili per poter vincere un festival. Non si accontentano di creare ritornelli perfetti per un reel di Intangram o un balletto su TikTok. L’autenticità che portano i musicisti di “Suoni dal Futuro” non può che far bene alla scena musicale contemporanea.

Rendere l’accesso gratuito è stata una scelta coraggiosa ma ben precisa. La gente spende quel poco che ha solo per ciò che già conosce: se ho poco, vado sul sicuro. Il messaggio di Manuel Agnelli va controcorrente: aprirsi ad altre scene, condividere nuove esperienze, vivere la comunità, possono regalare grandi opportunità a una generazione che ha bisogno di ritrovare se stessa attraverso la musica. Non è una casualità che l’Auditorium Novecento sia stato stracolmo per tutte e tre le serate del contest musicale. C’è chi non ne può più del mainstream, e il successo di “Suoni dal Futuro” rappresenta una buona notizia per chi sogna una rinascita musicale in città.


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Tags: Auditorium NovecentoManuel AgnellimusicaNapolirockSuoni dal Futuro
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