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Home Economia

Superbonus, le nuove regole: l’allarme di Confartigianato, “imprese e cittadini bloccati”

Unanime la protesta delle associazioni del settore delle costruzioni. Ben 35 sigle hanno firmato un comunicato sostenendo che la norma «blocca nei fatti (anche in maniera retroattiva) numerosissimi cantieri»

redazione di redazione
5 Febbraio 2022
in Economia, Italia, Società

Gli imprenditori edili sono sul piede di guerra, dopo l’inserimento nel decreto sostegni ter di un articolo che modifica la procedura della cessione del credito d’imposta. In pratica le nuove disposizioni contenute nel Decreto legge n.4, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2022 e che entreranno in vigore il 7 febbraio, mettono in grave difficoltà le imprese che si sono esposte finanziariamente applicando lo sconto in fattura alla propria committenza e che ora non vengono più sostenute nell’attualizzazione del credito dagli intermediari finanziari. Così nei prossimi giorni si prevedono il blocco di molti cantieri avviati e il conseguente licenziamento del personale.

La previsione di un’unica cessione per i crediti d’imposta derivanti da Superbonus 110%, bonus ristrutturazioni, sismabonus, ecobonus e bonus facciate, sta bloccando l’operatività delle imprese che si erano strutturate con il meccanismo di sconto in fattura, in appoggio ad un soggetto cessionario poiché gli istituti di credito non recepiscono più pratiche. A subire le conseguenze di queste nuove misure restrittive, oltre alle imprese “sane”, saranno i cittadini che si vedranno stoppati gli interventi già programmati ma non più sostenibili finanziariamente. Inoltre, con la contrazione del numero degli operatori che possono operare acquisizioni, saranno inevitabili incrementi degli oneri finanziari.

Unanime la protesta delle associazioni del settore delle costruzioni. Ben 35 sigle hanno firmato un comunicato sostenendo che la norma «blocca nei fatti (anche in maniera retroattiva) numerosissimi cantieri». Per Gabriele Buia, presidente dell’Ance, c’è anche il rischio di «migliaia di contenziosi».

Il presidente della Confartigianato, Marco Granelli, ha scritto a Draghi, chiedendo di ripristinare la cessione plurima dei crediti e l’Abi (associazione bancaria) si «rammarica» dei vincoli introdotti che «creano incertezza». In Parlamento il Movimento 5 Stelle, promette: «Reintrodurremo la cessione del credito. Ancora una volta il ministro dell’Economia ha voluto cambiare le regole in corsa suscitando il malcontento di famiglie, imprese, tecnici e istituti di credito».

Seppur condividendone gli intenti, di contrastare le truffe, ora le restrizioni alla cessione del credito rischiano di affossare il mercato delle costruzioni, l’occupazione del settore, la propensione dei cittadini a effettuare interventi di manutenzione ed efficientamento energetico delle abitazioni, allontanando anche gli obiettivi di abbattimento delle emissioni ambientali. Da novembre ad oggi, si è assistito, di fatto, ad un continuo cambio delle regole. La ripresa in atto è decisamente trainata dalle costruzioni che diventano tassello fondamentale per la sostenibilità del debito pubblico.

Tags: primopianoSuperbonus 110%
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