L’inchiesta sulla cosiddetta “Tangentopoli sorrentina” segna oggi un punto di svolta decisivo. A circa un mese di distanza dai primi interrogatori preventivi, la Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha dato il via a una nuova ondata di misure cautelari: sette persone sono finite in arresto, mentre per altre due sono scattati divieti e provvedimenti meno restrittivi. L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso e dal sostituto Giuliano Schioppi, punta a smantellare un radicato meccanismo di gestione illecita della cosa pubblica.
Le accuse: un Comune sotto scacco
Il cuore dell’indagine ruota attorno a un presunto network criminale capace di manipolare concorsi pubblici e appalti tra il 2022 e il 2024. I reati contestati sono pesanti:
- Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio;
- Turbativa d’asta (libertà degli incanti);
- Manipolazione della scelta del contraente.
Ma c’è di più: l’inchiesta sembra allargarsi oltre i confini locali, lambendo, secondo gli inquirenti, anche figure della politica nazionale.

