Un nuovo provvedimento del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Mentre siamo in piena fase 2 per quanto riguarda la pandemia da Covid-19, il governatore ha deciso di mettere in quarantena il comune di Letino, piccolo centro dell’alto Casertano. Nelle ultime ore sono stati registrati contestualmente 10 casi di positività al Coronavirus, che si aggiungono ad altri 3 dei giorni scorsi. Si tratta di 13 pazienti tutti asintomatici.
La “zona rossa” sarà in vigore fino al 20 maggio prossimo. L’intera popolazione di Letino, che conta 600 residenti, sarà sottoposta a test sierologici con l’obiettivo di bloccare sul nascere una possibile espansione del contagio, in una provincia, come quella di Caserta, dove si sono avuti risultati eccellenti nel governo dell’epidemia. “Ho sentito il sindaco di Letino per condividere le decisioni – ha detto De Luca – e per ringraziarlo per il lavoro da lui fatto nei giorni scorsi, grazie al quale si è riusciti a portare alla luce il problema”.
La cittadina dell’alto Casertano è conosciuta per il lago, un bacino artificiale sito poco lontano dal centro abitato. Lo specchio d’acqua venne creato agli inizi del Ventesimo secolo per alimentare la vicina centrale idroelettrica di Prata Sannita. Ha una superficie di 1,1 km², un volume d’acqua di 925000 m³ e un limite massimo di invaso di 908 metri. Il territorio comunale di Letino è stato sede di un insediamento sannita, come testimoniano alcune tracce archeologiche site in località “campo delle secine”. Nel Sedicesimo secolo fu feudo dei baroni Della Penna, poi dei D’Aragona e successivamente dei Carbonelli.
Sotto la reggenza di Ippolita D’Aragona vennero approvati gli Statuti che riconoscevano una certa autonomia amministrativa ai letinesi. Nel 1531 il feudo di Letino venne valutato mille ducati, con una popolazione pari a settantadue famiglie ed una rendita di trentanove ducati. Ultimo feudatario fu Marco Aurelio Carbonelli, che governò sino alla abolizione del feudalesimo (1806). Nel 1877 fu proclamata la Repubblica sociale anarchica dalla Banda del Matese, composta da militanti anarchici della Federazione anarchica italiana che, insieme alle masse popolari locali, issarono la bandiera rossonera nel Comune, evento documentato per la prima volta in italia e nel mondo.
I membri di questa banda furono arrestati delle autorità precostituite del Regno d’Italia e detenuti allungo, processati per uno scontro precedente con un carabiniere che era stato ferito poi deceduto, sono stati assolti. Il 24 ottobre 1943, durante la seconda guerra mondiale, i soldati tedeschi vi uccisero quattro giovani. Nel 1945 passò dalla provincia di Campobasso a quella di Caserta.