Gli agenti di polizia del commissariato di Torre Annunziata hanno arrestato questa mattina, durante un blitz compiuto nel parco Penniniello, S. C., trentunenne del posto ritenuto appartenente al clan “Quarto sistema”. L’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere nei confronti del pericoloso latitante è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo partenopeo. Le indagini che hanno condotto all’individuazione e all’arresto del ricercato sono state condotte dalla Direzione distrettuale antimafia. L’uomo era sfuggito alle forze dell’ordine nel corso di un precedente blitz, avvenuto lo scorso 25 settembre, durante il quale furono arrestate 12 persone appartenenti al clan “Quarto sistema” con base di comando proprio a Torre Annunziata. Tutti gli affiliati sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, di estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Il trentunenne si nascondeva all’interno dell’abitazione di una parente stretta, la quale è stata denunciata per favoreggiamento.

Il cartello criminale “Quarto sistema”, composto dalle famiglie criminali dei Sauriello e degli Scarpa, è attualmente coinvolto in una vera e propria faida di camorra contro il clan Gionta, egemone sul territorio di Torre Annunziata, e il sodalizio camorristico delle famiglie Gallo–Cavalieri. Il clan, molto attivo sul territorio, è anche conosciuto come il gruppo del “Penniniello”, dal nome dall’omonimo quartiere torrese caratterizzato da un’alta infiltrazione criminale. Le indagini avevano avuto inizio lo scorso 12 febbraio, in seguito ad alcuni episodi di esplosione di colpi d’arma da fuoco a Torre Annunziata e a Boscoreale sulle porte delle abitazioni di alcuni pregiudicati. L’attività degli inquirenti era stata poi intensificata a seguito del ferimento, avvenuto lo scorso 24 marzo, del pregiudicato A. S., cugino di D. B., capo del sodalizio criminale. Nello stesso contesto, è attribuibile al neonato gruppo camorristico anche la realizzazione di un attentato, consumatosi con l’esplosione di una bomba carta, ai danni di una concessionaria del posto.

