Riutilizzare palazzo Fienga, complesso immobiliare di Torre Annunziata confiscato al clan camorristico Gionta, quale sede di presìdi e uffici delle forze di polizia. È l’orientamento generale emerso nel corso di una riunione svoltasi, nel corso della mattinata odierna, presso il palazzo di Governo di Napoli e presieduta dal prefetto Marco Valentini. All’incontro erano presenti anche il vice capo preposto all’attività di coordinamento e pianificazione delle forze di polizia, il direttore dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il direttore centrale dei servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale del dipartimento della pubblica sicurezza, i vertici locali delle forze dell’ordine, il responsabile servizi territoriali della Direzione regionale dell’Agenzia del demanio e il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione. Una decisione dall’alto valore simbolico, che tiene conto della grande rilevanza che palazzo Fienga riveste nel contesto territoriale oplontino. Un primo quadro analitico delle esigenze specifiche dei corpi di polizia interessati sarà composto entro la fine del prossimo mese di giugno, in occasione di una seconda riunione in programma, con la partecipazione dei comandi interessati, presso l’Ufficio tecnico logistico della polizia di Stato di Campania e Molise.
Successivamente, previo accordo con l’Agenzia del demanio, inizierà la fase di progettazione degli interventi da eseguire sul palazzo che, in quanto inserito nel progetto “Recupero beni esemplari”, potrà beneficiare di finanziamenti provenienti dal fondo per lo sviluppo e la coesione, gestito dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Rimane invece ancora inutilizzata la casa maranese di Armando Del Core, uno dei due killer appartenenti al clan camorristico dei Nuvoletta condannati all’ergastolo per l’uccisione di Giancarlo Siani, il giornalista del quotidiano Il Mattino freddato il 23 settembre 1985. Secondo quanto previsto dalla legge Rognoni-La Torre, l’immobile doveva essere riutilizzato per fini sociali, accogliendo per un periodo di almeno sette anni nuclei familiari oppure singole persone versanti in situazioni economiche estremamente critiche. E la stessa tipologia di destinazione riguarda, più in generale, circa 150 beni confiscati negli anni alla malavita organizzata.

