Un antiquario è stato denunciato dai carabinieri forestali di Napoli per aver messo in vendita sculture di avorio ricavate dalle zanne di elefante con una percentuale di rischio di estinzione, della specie loxodonta africana. I carabinieri forestali del nucleo Cites di Napoli hanno sequestrato quindici sculture in avorio che erano state ricavate dalle zanne dell’animale. I militari hanno rinvenuto le statue in un negozio di antiquariato di Torre del Greco, il cui titolare è stato denunciato per detenzione a scopo di lucro e senza autorizzazione di sculture in avorio. La vendita di tali manufatti è regolata dalla convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie di flora e fauna minacciate dall’estinzione. La commercializzazione, quindi, è consentita solo se ci sono documenti ad attestare che l’avorio utilizzato per la lavorazione sia stato acquisito legalmente e prima del 1947.
Le zanne dell’elefante, tra l’altro, sono le uniche in grado di fornire avorio puro e, per questo, sono molto gettonate. L’elefante dell’episodio in questione, della specie dei loxodonta africana, è un elefante africano di savana ed è il più grande animale terrestre. Questa specie ha uno stato di conservazione definito vulnerabile. Nonostante non ci sia un concreto e immediato rischio di estinzione, la sua popolazione è diminuita molto, proprio a causa dei cacciatori di frodo e del prestigio dell’avorio presente nelle loro zanne. Il valore degli oggetti trovati e sequestrati nel negozio di antiquariato di Torre del Greco, dopo alcuni accertamenti, è stato valutato intorno ai 15mila euro.

