Continua l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta alle organizzazioni criminali attive nei traffici internazionali di sostanze stupefacenti: a finire in manette, nel corso della mattinata odierna, sono stati tre uomini provenienti dalla Nigeria e un soggetto originario del Niger, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all’importazione, alla distribuzione e allo spaccio di grossi quantitativi di cocaina ed eroina sul territorio nazionale. L’operazione, portata a termine dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere in collaborazione con i colleghi della stazione di Grazzanise, dà esecuzione a un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli nel quadro di un’indagine su vasta scala che, negli ultimi anni, ha portato alla ricostruzione delle maglie di una fitta ed estesa rete di trafficanti di droga.
L’attività degli inquirenti è stata coordinata in un primo momento dalla Procura della Repubblica del tribunale sammaritano e, a seguito dell’estensione delle indagini a livello transnazionale, dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Attraverso intercettazioni telefoniche, acquisizione di piani di volo e liste passeggeri di diversi voli internazionali, servizi di osservazione e perquisizione avvenuti tra l’ottobre 2015 e il dicembre 2016, è stato possibile ricostruire gli spostamenti dei corrieri ovulatori, i quali importavano ingenti carichi di stupefacenti da Nigeria, Kenya, Madagascar, Ruanda, Brasile, Turchia e Spagna. Con il sistema degli ovuli di droga, infatti, ogni singolo trafficante riusciva a trasportare illecitamente in Italia quantitativi variabili tra i 500 e i 1400 grammi di sostanze psicotrope, che finivano per rifocillare pusher attivi a Sant’Antimo, Padova, Latina e Cisterna di Latina. Negli 8 casi di importazione accertati, i militari hanno documentato come ogni singolo carico rendesse ad un corriere tra i 3000 e i 6000 euro a seconda della complessità delle operazioni, a cui spesso si faceva riferimento tramite un linguaggio criptico, nel quale le partite di droga diventavano “scarpe”, “merci” o “vestiti”, mentre per indicare la capacità di un trafficante di trasportare ovuli nello stomaco si usava l’espressione “mangiare bene”.

