Dalla riapertura, dopo il lockdown dei primi mesi dell’anno, è uno dei primi provvedimenti restrittivi più severi attuati in Campania. Il sindaco di Teano Alfredo D’Andrea, nell’Alto casertano, ha previsto una quarantena di 48 ore per gli abitanti di San Marco, una delle frazioni cittadine. Negozi chiusi per due giorni e lezioni a scuola sospese, oltre all’obbligo per chi entra in città di indossare i dispositivi di protezione individuale. San Marco, di fatto, è diventata zona arancione, in attesa dei numerosi tamponi da processare.
Il motivo della decisione del sindaco di Teano è l’accertamento della positività di un sacerdote della parrocchia locale, che avrebbe avuto contatti con numerosi residenti, soprattutto persone anziane. Ciò ha fatto scattare l’allarme in città e l’esigenza di attuare un provvedimento più drastico. Teano ha al momento 10 persone positive, 12 guarite e un decesso. Il territorio casertano, alcuni giorni fa, è stato scosso dalla morte del vescovo di Caserta, monsignor Giovanni D’Alise, che è venuto a mancare nell’ospedale di Caserta, dove era ricoverato da quattro giorni, dopo che era risultato positivo al Coronavirus. L’alto prelato aveva 72 anni e la notizia della sua morte per Covid-19 (ha avuto una complicazione al cuore ed è stato un infarto a stroncarlo) ha sconvolto l’intera diocesi di Terra di Lavoro. Da qualche giorno prima del ricovero, monsignor D’Alise accusava alcuni possibili sintomi dell’infezione, così s’era ritirato a scopo precauzionale nei propri appartamenti e, dopo che aveva rilevato anche qualche linea di febbre, aveva preferito recarsi in ospedale per un controllo. Nel nosocomio casertano, quindi, era stato subito sottoposto a tampone, che aveva rilevato la presenza del Sars-CoV-2 nel suo organismo, facendo scattare così il ricovero immediato nel reparto dedicato ai pazienti con sintomatologie non gravi.


