L’unità di crisi della Regione Campania ha comunicato che nella giornata odierna sono stati esaminati presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno 304 tamponi. Di questi 67 sono risultati positivi al Coronavirus. Come per gli altri fino ad oggi esaminati, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto superiore di Sanità.
I totali positivi in Campania sono 400, i deceduti 9 (3 Asl Napoli 1; 1 Asl Napoli 2; 3 provincia di Caserta; 1 provincia di Avellino; 1 provincia di Salerno). I guariti, invece, sono 28 (3 totalmente guariti e 25 “clinicamente guariti”, ossia diventati asintomatici, ma in attesa dei due tampini negativi di conferma).
L’11 marzo, l’Organizzazione mondiale della sanità dichiarava ufficialmente il Coronavirus una pandemia. L’agenzia speciale dell’Onu per la salute si è dimostrata preoccupata nell’ultimo periodo, non tanto dalla pericolosità del nuovo virus, quanto dalle reazioni di trascuratezza e minimizzazione di alcune realtà mondiali. Un esponente dell’esecutivo dell’Oms ha rilasciato dichiarazioni al Corriere del Mezzogiorno, testata diretta da Enzo D’Errico. Walter Ricciardi, napoletano, ex presidente dell’Istituto superiore di Sanità e attuale consulente del Governo, ha mostrato, con le sue parole da medico, docente universitario e scienziato, una viva preoccupazione per l’elevato numero di spostamenti che ancora si stanno verificando dal nord al sud.
“Il movimento di persone che si sono spostate da nord a sud, – spiega Walter Ricciardi al Corrmezz – anche in quest’ultimo fine settimana, ha finito per generare un allargamento dell’epidemia. La diffusione del contagio presenta già numeri significativi, non è detto che il picco arriverà al sud Italia a metà aprile”. I virus a trasmissione respiratoria, per loro natura, generano ipotesi che risultano sempre mutevoli, da verificare sempre empiricamente. Una previsione potrebbe essere completamente smentita già a distanza di pochi giorni. Tuttavia, il professore ordinario di igiene e medicina preventiva, ritiene che le misure adottate dal Governo e, per estensione, dalle regioni dovrebbero contribuire a porre un argine alla forza di espansione del Coronavirus. Ritorna ancora una volta l’appello di stare a casa, ormai ripetuto da tempo, che potrebbe rivelarsi l’elemento chiave per superare la pandemia.
Proprio in queste ultime ore si è registrata una nuova ondata di rientri, con la Campania che conta più di 2600 persone che hanno segnalato il proprio ritorno e si sono messi in isolamento. L’esodo va fermato, la fuga dalle regioni del Nord va bloccata, per evitare che il virus possa espandersi in modo pericoloso nelle regioni meridionali. Molti si auto segnalano, è vero, e si pongono in una quarantena volontaria, ma sono tantissime le persone che tornano senza fornire le giuste informazioni. Così facendo, si mette in pericolo la salute di un’intera regione. La voglia di tornare nella terra d’origine da parte di chi, purtroppo o per fortuna, è stato portato dalle circostanze a lasciarla è comprensibile, ma è altrettanto comprensibile che un sacrificio di poche settimane potrebbe fare un’enorme differenza.