Ora è ufficiale, il Coronavirus è una pandemia. L’Organizzazione mondiale della sanità, tramite il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato che “il Covid-19 può essere caratterizzato come una situazione pandemica”. La conferenza stampa si è tenuta Ginevra presso la sede dell’agenzia e Ghebreyesus non è stato tenero nell’affermare che “l’Oms ha valutato questa epidemia giorno dopo giorno e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità sia dai livelli allarmanti di inazione”.
“Non abbiamo mai visto una pandemia di un Coronavirus – ha proseguito il direttore generale dell’Oms – questa è la prima. Ma non abbiamo mai visto nemmeno una pandemia che può, allo stesso tempo, essere controllata”. Ghebreyesus ha poi diffuso i dati che hanno indotto l’organizzazione fondata nel 1946 ad annunciare lo stato pandemico. “Nelle ultime due settimane, il numero di casi al di fuori della Cina è aumentato di 13 volte e il numero dei Paesi contagiati è triplicato. Ci sono più di 118.000 casi in 114 Paesi e 2191 persone sono decedute. In migliaia stanno lottando per la vita negli ospedali. Nei giorni e nelle settimane davanti a noi, ci aspettiamo un ulteriore aumento di casi, di decessi e di Paesi coinvolti”.
Dopo le cifre, non certo rassicuranti, Ghebreyesus ha cercato di stemperare la tensione dichiarando che “il termine pandemia non va usato con superficialità o a cuor leggero. È un termine che, se utilizzato in maniera errata, può provocare panico non ragionevole o l’ingiustificata rassegnazione, come se la lotta fosse terminata, provocando sofferenze e morti evitabili”. Infine i ringraziamenti a “Iran, Italia e Corea del Sud per le misure che vengono adottate in questi Paesi che puntano a rallentare il virus e contenere le epidemie. Sappiamo – ha concluso Ghebreyesus – che queste misure hanno un impatto pesante sulla società e sulle economie, come è accaduto in Cina”.
In Italia, intanto, si discute sulla possibilità di una maggiore stretta sulle misure da adottare in Lombardia. “Chiudere tutto, tranne i servizi pubblici essenziali e per la vendita dei beni di prima necessità” è la richiesta che proviene dal presidente della regione Attilio Fontana, cui si affianca il collega del Piemonte Alberto Cirio, per il quale “se il Governo deciderà che la Lombardia farà questo passo – ha detto ai microfoni di Radio 24 – credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso”. Infine, misure più drastiche sono state chieste anche dal presidente della regione Campania Vincenzo De Luca.