“I soldi ci servono per pagare lo stipendio alle famiglie dei carcerati”. Non sappiamo se abbia detto proprio così Pietro Castrizia al suo interlocutore cui, secondo l’accusa, ha prestato i soldi a “strozzo”, ma il discorso più o meno potrebbe filare per una persona vicina al clan Pianese.
Sono stati i carabinieri della stazione di Qualiano ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della locale Procura, nei confronti di Pietro Castrizia. Il 53enne del posto è ritenuto contiguo al clan Pianese ed è indagato per i reati di usura ed estorsione.
Agli inizi del 2016 Castrizia ha prestato 20 mila euro ad un imprenditore dell’area nord di Napoli. Subito aveva preteso la restituzione del debito con tassi sproporzionati, interessi eccessivi da restituire in breve tempo. Per una prima porzione dei soldi da ricevere, 11 mila euro, gli interessi schizzavano a 1.500 euro al mese oltre alla somma capitale. Per i restanti 9 mila a Castrizia “bastavano” 750 euro ogni trenta giorni. In più, durante le sue richieste di restituzione dell’intero importo, intimidiva l’imprenditore facendo il nome del clan Pianese. Il 53enne dichiarava alla vittima che il denaro era destinato agli affiliati detenuti.
Riguardano, invece, un furto aggravato gli arresti effettuati dai carabinieri della stazione di Sant’Anastasia. I militari dell’Arma hanno fermato un 24enne e un 21enne, già noti alle forze dell’ordine e denunciato un 17enne per lo stesso reato. Tutti e tre sono originari del quartiere napoletano di Ponticelli. Sono stati sorpresi in via Gramsci, dove avevano appena rimosso i quattro cerchi in lega da un’autovettura parcheggiata in strada.
Bloccati e perquisiti prima che potessero fuggire, i tre sono stati trovati in possesso di diversi arnesi per lo scasso. Giudicati con rito direttissimo i due maggiorenni sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, il minorenne affidato ai genitori. La refurtiva è stata riconsegnata al legittimo proprietario.