• Linea Politico-Editoriale
  • La Redazione
  • Registrati
  • Termini e Condizioni
  • Contattaci
  • Lavora con noi
  • Pubblicità
  • Privacy Policy
  • Trattamento Dati
  • Entra
Il Crivello
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Il Crivello
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Home Cultura Arte

“Dante a Palazzo Reale”: la mostra del pittore atellano Tommaso De Vivo

La magnifica esposizione, incentrata sulle opere a tema dantesco dell'artista dell'Ottocento, potrà essere ammirata dai visitatori fino al primo marzo 2022. Un evento prestigioso nonché motivo d'orgoglio per tutta la comunità atellana

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
30 Dicembre 2021
in Arte, Cultura

Fino al primo marzo del 2022 il Palazzo Reale di Napoli ospiterà negli spazi della Galleria del Genovese la mostra intitolata Dante a Palazzo Reale, con l’esposizione di tre magnifici dipinti realizzati dal pittore atellano Tommaso De Vivo. Le tre meravigliose tele, di inestimabile valore artistico oltre che simbolico, raffigurano tre episodi cardine della Divina Commedia e sono inserite in un percorso espositivo incentrato sulle celebrazioni del settimo centenario dalla scomparsa di Dante Alighieri. I tre dipinti in esposizione, realizzati dall’artista atellano tra il 1863 e il 1865 per il re d’Italia Vittorio Emanuele II e rappresentanti il viaggio onirico del Sommo Poeta tra l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, vennero separati dopo la loro realizzazione e custoditi rispettivamente nel Palazzo Reale, nella Reggia di Caserta e nella Biblioteca Nazionale. Oggi finalmente, anche se per pochi mesi e in via del tutto eccezionale, i pezzi di questa trilogia pittorica dantesca potranno essere ammirati nuovamente insieme dai visitatori, a distanza di oltre un secolo e mezzo dalla loro separazione. Il ciclo pittorico di De Vivo torna infatti a Palazzo Reale dopo aver ricevuto uno straordinario e accurato lavoro di restauro che ha regalato ai dipinti l’antico splendore d’un tempo.

I visitatori, incamminandosi lungo l’eccezionale percorso espositivo, già a partire dalla prima sala potranno ammirare la prima tela del pittore rappresentante L’incontro di Dante e Virgilio con i grandi poeti antichi nel Limbo, ispirata al Canto V dell’Inferno e realizzata intorno al 1863. Nella seconda sala della mostra è invece esposto Il Purgatorio, sempre di De Vivo, accompagnato da altre opere a soggetto dantesco realizzate nella città partenopea intorno alla metà dell’Ottocento. Nella terza sala dell’exhibit è infine esposta l’ultima tela del ciclo, La gloria e il gaudio dei beati, in cui viene rappresentato Dante al cospetto di Beatrice e di San Pietro. Dopo le mille peripezie infernali e la scalata del Purgatorio, Dante ritrova finalmente la donna amata che guida il poeta attraverso i nove cieli del Paradiso: un tripudio pittorico di luci e di colori dove può conoscere la beatitudine fino a contemplare la visione di Dio nell’Empireo. Ma il viaggio del poeta non termina qui. Egli vuole riportare sulla Terra, attraverso il suo racconto, un messaggio di speranza e di salvezza universale da poter consegnare ai posteri affinché ritrovino la “diritta via” che li conduca fuori dall’incertezza e dallo smarrimento di quei tempi bui. Un messaggio, ancora oggi, più attuale che mai. Ed è esattamente lo stesso messaggio che De Vivo vuole trasmettere attraverso le sue opere che trasmettono una luce mistica, la quale trascende la materia e apre uno squarcio nell’oscurità.

La mostra si arricchisce di altre importanti opere iconografiche ottocentesche raffiguranti il Sommo Poeta, tra queste il celebre dipinto Dante e Virgilio nel Purgatorio realizzato nel 1884 da Domenico Morelli e la tela Dante nello studio di Giotto realizzata nel 1864 da Luigi Stanziano, dal gusto già romantico. A tali opere si aggiungono le litografie di Antonio Manganaro realizzate nel 1871 che illustrano con tono satirico e irriverente la prima Esposizione marittima d’Italia, vista da una prospettiva immaginifica attraverso gli occhi di Dante e di Virgilio. Completano l’esposizione dei finissimi vasi di porcellana dell’Ottocento che ritraggono i più importanti letterati italiani del Trecento e del Quattrocento: tra loro, oltre al Sommo Poeta, figurano Francesco Petrarca, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso. L’exhibit è stata fortemente voluta dal direttore del Palazzo Reale di Napoli Mario Epifani e da Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con l’Archivio di Stato e il Ministero dei Beni Culturali.

Il percorso di visita inaugura un nuovo spazio espositivo all’interno del Palazzo Reale, la Galleria del Genovese, aperta al pubblico per la prima volta. Si tratta di un passaggio che in passato permetteva il collegamento diretto tra la reggia e l’adiacente Teatro San Carlo, e che oggi ritorna nuovamente percorribile. Da questi ambienti eleganti e raffinati, grazie a un ambizioso progetto di recupero architettonico, sono state ricavate trenta nuove sale espositive estese su una superficie complessiva di 350 metri quadrati. L’esposizione è stata allestita su progetto dell’architetta Lucianna Iovieno ed è arricchita dalle proiezioni multimediali realizzate da Stefano Gargiulo che mostrano, attraverso antiche illustrazioni tratte dai codici miniati dell’epoca, il viaggio del Sommo Poeta nei tre regni dell’oltretomba. Lo scopo è quello di immergere il visitatore in un percorso sensoriale, oltre che visivo, capace di riprodurre, in maniera suggestiva ed evocativa, una “selva oscura” ricca di immagini e di reminiscenze ispirate al poema dantesco.

Fino al 31 gennaio del 2022 inoltre, all’interno della Biblioteca Nazionale, sarà possibile visitare una mostra iconografica che offrirà ai visitatori la possibilità di confrontare tra loro i cicli pittorici ispirati al viaggio nell’aldilà con alcuni volumi appartenenti alle più antiche e preziose edizioni illustrate della Divina Commedia, custodite gelosamente nella storica biblioteca. L’Università Federico II di Napoli ha realizzato infine il progetto multimediale Dante illuminated project, grazie al quale è stato allestito il più grande archivio digitale di codici miniati della Commedia, liberamente accessibile a tutti, specialisti, studiosi, lettori, appassionati o semplici curiosi. “Grazie a questa meravigliosa mostra inauguriamo l’attività espositiva del nuovo museo autonomo della residenza reale in ambienti appositamente allestiti in prossimità degli appartamenti storici“, spiega soddisfatto Mario Epifani, direttore del sito, che prosegue: “Con questa retrospettiva sulle collezioni risalenti al periodo del Regno d’Italia ha inizio un lungo lavoro di indagine nonché un sostanziale intervento di revisione degli allestimenti basato sugli inventari storici dell’epoca. Così uniamo la possibilità di valorizzare l’eccezionale patrimonio storico e artistico del palazzo con la volontà di illustrare ai visitatori le sue ricchezze, le storie dei personaggi eccelsi che vi vissero e le straordinarie vicende di cui fu teatro”.

Nato a Orta di Atella, in provincia di Caserta, intorno al 1790, Tommaso De Vivo, nel corso della sua lunga vita dedicata alla pittura e al disegno, fu attivo soprattutto a Napoli, segnando in maniera profonda l’arte partenopea dell’Ottocento. Nel 1820 si trasferì a Roma dove fu allievo della prestigiosa bottega del maestro romano Vincenzo Camuccini, tra i principali esponenti della pittura neoclassica. Nella Città Eterna il pittore atellano si dedicò alla composizione di dipinti che ritraevano personaggi storici. Oltre a essere influenzato dalle opere del suo mentore, si ispirò alla pittura francese dell’epoca nonché alle opere dell’artista Louis Léopold Robert. Partecipò a numerose esposizioni con dipinti a soggetto mitologico, allegorico e storico-celebrativo restando fedele ai canoni classici. Ciò gli permise di acquisire grande fama tra gli ambienti accademici tanto da diventare membro, nel 1838, della prestigiosa Congregazione dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon nonché dell’Académie de France. Nel 1845 abbandonò però Roma per tornare definitivamente a Napoli. Una volta ritornato nella città partenopea insegnò all’Accademia di Belle Arti e fu nominato ispettore generale delle pinacoteche reali da Ferdinando II di Borbone. I suoi dipinti sono attualmente conservati nei più importanti istituti museali di Napoli, di Caserta e di Roma, oltre che in numerose chiese e collezioni private.

Tra le sue opere principali conservate all’interno di edifici religiosi ricordiamo: Morte di Sant’Andrea e Immacolata, custoditi nella Basilica di San Francesco di Paola; Ritratto di un personaggio politico, appartenente alle collezioni della Certosa di San Martino; San Gennaro, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie; diversi cicli decorativi all’interno della Basilica di San Domenico Maggiore e i dipinti raffiguranti i Santi Pietro e Paolo, custoditi nella Chiesa della Trasfigurazione a Succivo. I dipinti a sfondo classico Bacco con i satiri, Diomede che scende dalla biga e Cytheria che abbraccia Amore sono custoditi nelle sale del Museo di Capodimonte assieme a una ricca collezione di stampe, illustrazioni e di disegni dell’artista che sono tuttora in fase di studio. Numerose sono inoltre le opere di De Vivo esposte nei saloni della Reggia di Caserta, tra esse ricordiamo: Giotto e Cimabue, Il soccorso all’indigenza, Allegoria del Paradiso, Prometeo incatenato, Bacco, Androclo e il leone e La predizione della zingara, quest’ultimo dipinto allegoria dell’ascesa al soglio pontificio di Papa Sisto V. Nella Capitale invece, più precisamente a Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento italiano, è custodito il dipinto L’Italia e i suoi geni, mentre una sua Testa di donna è esposta alla Galleria Nazionale di Arte Moderna (GNAM).

Per commemorare l’Unità d’Italia avvenuta nel 1861 De Vivo realizzò il celebre dipinto L’Italia unita circondata dai suoi uomini più illustri. Colpito positivamente dalle sue opere, l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele II decise di visitare personalmente lo studio dell’artista atellano nel 1869 per omaggiarlo degli onori del Regno d’Italia. Successivamente, a innamorarsi perdutamente dei suoi dipinti fu anche la regina Margherita di Savoia la quale, appassionatasi all’allegoria pittorica Venere e gli amori, decise di acquistarla per arricchire la sua collezione privata di opere d’arte. Nonostante avesse avuto ammiratori importanti e acquirenti molto illustri nel suo periodo di maggiore produzione artistica, acquisendo notorietà e prestigio in tutto il Regno d’Italia, fu costretto a vivere la vecchiaia in solitudine e in condizioni di povertà, fino all’avvento della sua morte avvenuta nel 1884, alla veneranda età di circa 94 anni.

Oggi Tommaso De Vivo è riconosciuto dalla critica e dagli storici dell’arte come uno dei più importanti esponenti della pittura napoletana dell’Ottocento, ciò dovrebbe rappresentare un motivo d’orgoglio per tutta la comunità atellana, eppure proprio a Orta di Atella, città che gli ha dato i natali, la sua figura sembra essere stata quasi “rimossa” dalla memoria storica collettiva assieme a quella di un altro grande pittore, Massimo Stanzione. Diversa, invece, è stata la riconoscenza nei suoi confronti espressa dalla comunità di Succivo, la quale gli ha dedicato un circolo culturale all’interno del quale viene custodito un suo antico busto-ritratto realizzato da un artista anonimo. Alcune delle sue opere, circa una quarantina, possono essere consultate virtualmente grazie al Catalogo Generale dei Beni Culturali messo a disposizione dal Mibact. Per maggiori info invece sulla mostra Dante a Palazzo Reale, sugli orari di visita e sul costo dei biglietti d’ingresso acquistabili preferibilmente previa prenotazione on-line clicca qui.

Segui già la pagina Facebook Il Crivello.it?

Tags: Dante AlighieriNapoliOrta di AtellaPalazzo RealeprimopianoTommaso De Vivo
CondividiInviaTweet
Articolo precedente

Covid-19, oggi 11.492 positivi in Campania. De Luca boccia il Governo

Articolo successivo

Dati Inail 2021, infortuni mortali sul lavoro: Oltre mille morti anche quest’anno

Articolo successivo
Dati Inail 2021, infortuni mortali sul lavoro: Oltre mille morti anche quest’anno

Dati Inail 2021, infortuni mortali sul lavoro: Oltre mille morti anche quest'anno

Facebook Instagram Youtube Twitter LinkedIn
Il Crivello

Strumento di informazione puntuale, orientato dalla parte dei cittadini e delle associazioni, di quel tessuto sociale che non sempre ha “voce” e, spesso, trova difficoltà ad esprimersi.

Archivi

Link Utili

  • Linea Politico-Editoriale
  • La Redazione
  • Registrati
  • Entra e Invia una notizia
  • Termini e Condizioni
  • Contattaci
  • Lavora con noi
  • Per la tua pubblicità
  • Privacy Policy
  • Trattamento dati personali

© 2021 Il Crivello - Tutti i diritti riservati

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca
    • Napoli
    • Caserta
    • Salerno
    • Benevento
    • Avellino
  • Inchieste
  • Economia
  • Società
  • Scuola
  • Cultura
    • Letture
    • Arte
    • Fumetti
  • Spettacoli
    • Musica
    • Teatro
    • Cinema
    • Televisione
  • Sport
  • Rubriche
    • LeggiAmo
    • Tech & Digital
    • Salute e Benessere
    • Architettura
    • Nutrizione
  • Registrati

© 2021 Il Crivello - Tutti i diritti riservati

Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Visita la nostra Privacy Policy.