Ormai l’incremento dei casi di contagio di Covid-19 sembra inarrestabile in Campania. Dopo i quasi diecimila contagi segnalati ieri, oggi si registra un nuovo record: stando al bollettino pubblicato dall’unità di crisi della protezione civile regionale, infatti, nelle ultime ventiquattro ore sono stati registrati ben 11.492 casi positivi al virus del Sars-Cov-2 su un totale di 115.863 test processati dai distretti sanitari provinciali. Questo vuol dire che il tasso di contagio è salito al 9,91%, picco che non era mai stato toccato prima d’ora dall’inizio della pandemia. Addirittura in provincia di Caserta si registra un tasso di positività del 26,74%, ciò sarebbe dovuto presumibilmente al fatto che il capoluogo Casertano sia stato il primo focolaio della variante Omicron del virus. Non sarebbe da escludere, infatti, che nella città di Caserta possa essere istituita una zona rossa con conseguente lockdown cittadino. In totale la protezione civile regionale segnala anche dieci decessi provocati dalle conseguenze della pericolosa infezione virale.
Altro dato importante che emerge dal bollettino è l’acuirsi della pressione pandemica sulle strutture sanitarie regionali. Su 656 posti in terapia intensiva, 41 sono occupati da pazienti positivi che versano in condizioni di salute gravi, con un tasso di occupazione dei posti letto pari al 6,25%, in aumento rispetto ai giorni scorsi. L’attenzione però delle istituzioni sanitarie è rivolta ai posti di degenza ordinaria che si stanno pian piano riempiendo di pazienti contagiati, la maggior parte di loro non vaccinati: su 3.160 posti letto, infatti, ben 651 sono stati occupati da persone positive, con un tasso di occupazione pari al 20,60%, percentuale di gran lunga superiore alla soglia del 15% imposta dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. La crisi pandemica, dunque, si sta aggravando, anche se per fortuna i casi gravi della patologia sembrano essere stati mitigati grazie alla campagna vaccinale, che adesso si sta focalizzando sulla somministrazione delle terze dosi del vaccino anti-Covid. Per tali ragioni, secondo gli esperti, i parametri da prendere in considerazione per eventuali provvedimenti restrittivi, più che i casi positivi, dovranno tenere conto della risposta del sistema sanitario regionale di fronte al nuovo picco pandemico.


