Psichiatra e psicoterapeuta, il prof. Luigi Baldascini è unanimemente riconosciuto come uno dei massimi esperti nel campo della psicoterapia relazionale. Fondatore e direttore dell’Ipr – Istituto di psicoterapia relazionale di Napoli e Caserta è stato primario presso l’Asl Napoli 1 e dirige la scuola di specializzazione in psicoterapia relazionale riconosciuta dal ministero dell’Università e della ricerca (Miur). È inoltre supervisore per psicoterapeuti, medici, psicologi, assistenti sociali, consulenti di coppia e mediatori familiari presso importanti istituzioni pubbliche e private.
Fondamentale per comprendere il suo contributo negli studi e nell’elaborazione di nuovi modelli e approcci nei campi della psichiatria e della psicoterapia è la sua attività di ricerca. Il prof. Baldascini ha infatti sviluppato degli importantissimi strumenti analitici che vanno ad analizzare gli ambiti legati alla psicoterapia sistemico-relazionale di tipo individuale, di coppia e di gruppo. Ha elaborato, inoltre, un nuovo modello di psicoterapia relazionale multimodale noto come “modello di articolazione intersistemica”, che tiene conto della dimensione intrapsichica e interpersonale della persona in un’unica e complessa sfera di realtà relazionali. Tale modello ha come finalità l’integrazione della realtà interna dell’individuo, rappresentata dalla sfera emotiva, istintiva e cognitiva con la realtà esterna, rappresentata dai rispettivi sistemi relazionali di riferimento quali la famiglia, i coetanei e gli adulti. Baldascini è autore inoltre di tantissimi articoli ed ha pubblicato, nel corso della sua carriera, numerosi saggi tra i quali annoveriamo: Vita da adolescenti, Legami terapeutici, La cura di sé in contesti terapeutici non convenzionali, e, insieme ad altri autori, ha curato le pubblicazioni di Al di là del manicomio e L’altro occhio del ciclope. Ha infine curato i volumi: Le voci dell’adolescenza, L’antro della Sibilla e L’albero dell’utopia.
Professore ci spieghi in poche semplici parole che cos’è la psicoterapia sistemico-relazionale.
“La terapia sistemico-relazionale nasce come terapia delle relazioni affinché si possa avere uno sguardo più ampio sulla dimensione sociale dell’individuo. Fin dalla sua nascita ogni persona è inserita in una fitta rete di relazioni con gli altri, per questo il malessere del singolo non può essere slegato dal contesto a cui appartiene. Ciò permette di allargare la visione da una dimensione limitatamente soggettiva ad una dimensione relazionale più ampia e articolata. Tale modello psicoterapeutico ridefinisce il sintomo non più come un problema legato solo ed esclusivamente al singolo soggetto ma come l’espressione di un malessere che affligge e determina in maniera negativa anche il proprio contesto di relazioni. Esistono infatti tutta una serie di relazioni disfunzionali che si possono manifestare in diverse forme e che possono riguardare la famiglia, il lavoro, i rapporti di coppia e quelli tra amici. Uno dei fenomeni finiti maggiormente al centro dell’attenzione della psicoterapia e che colpisce soprattutto i giovani, è quello degli hikikomori, ossia coloro che, schiacciati dalla costante pressione sociale, decidono di ritirarsi dalla vita socio-relazionale. Restando nel campo attualissimo dei problemi e dei disagi che si manifestano in età adolescenziale, i prossimi 18 e 19 marzo presso la scuola Nunziatella di Napoli, si terrà a tal proposito un importante convegno dal tema “Gli adolescenti contemporanei” organizzato dalla scuola di specializzazione dell’Istituto di psicoterapia relazionale”.
Che tipo di approccio viene utilizzato dalla psicoterapia relazionale per il superamento di questi problemi?
“Secondo l’approccio della psicoterapia relazionale l’individuo non viene più colpevolizzato di fronte ai suoi problemi bensì viene ascoltato e compreso in quanto ha sviluppato una forma di malessere al suo stesso contesto di appartenenza. Un ruolo delicato e cruciale per il superamento dei malesseri che affliggono la persona è assunto proprio dalla figura dello spicoterapeuta il quale cerca di trasformare le dinamiche relazionali disfunzionali in rapporti funzionali, restituendo il benessere psichico all’individuo e modificando la sua percezione e la sua reazione nei confronti del contesto di cui fa parte. Il terapeuta, la cui funzione è quella di apportare un rinnovato benessere soggettivo e sociale, si focalizzerà sui comportamenti e sulle capacità di relazionarsi del paziente con lo scopo di favorire il superamento di quegli atteggiamenti considerati limitativi, così da spezzare il cerchio che lega il paziente al suo malessere. Tale terapia trova larga diffusione nel trattamento delle dipendenze, nel campo dei disturbi alimentari, nelle patologie psichiatriche, nell’ambito dei problemi di lavoro, nei casi di separazioni e divorzi, ma anche nei problemi di coppia e familiari”.