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Home Società

L’importanza della psicoterapia relazionale: ce ne parla il prof. Luigi Baldascini

Il 18 e 19 marzo, presso la scuola militare "Nunziatella" di Napoli, si terrà il convegno "Gli adolescenti contemporanei", organizzato dalla scuola di specializzazione dell'Istituto di psicoterapia relazionale

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
27 Febbraio 2022
in Società

Psichiatra e psicoterapeuta, il prof. Luigi Baldascini è unanimemente riconosciuto come uno dei massimi esperti nel campo della psicoterapia relazionale. Fondatore e direttore dell’Ipr – Istituto di psicoterapia relazionale di Napoli e Caserta è stato primario presso l’Asl Napoli 1 e dirige la scuola di specializzazione in psicoterapia relazionale riconosciuta dal ministero dell’Università e della ricerca (Miur). È inoltre supervisore per psicoterapeuti, medici, psicologi, assistenti sociali, consulenti di coppia e mediatori familiari presso importanti istituzioni pubbliche e private.

Fondamentale per comprendere il suo contributo negli studi e nell’elaborazione di nuovi modelli e approcci nei campi della psichiatria e della psicoterapia è la sua attività di ricerca. Il prof. Baldascini ha infatti sviluppato degli importantissimi strumenti analitici che vanno ad analizzare gli ambiti legati alla psicoterapia sistemico-relazionale di tipo individuale, di coppia e di gruppo. Ha elaborato, inoltre, un nuovo modello di psicoterapia relazionale multimodale noto come “modello di articolazione intersistemica”, che tiene conto della dimensione intrapsichica e interpersonale della persona in un’unica e complessa sfera di realtà relazionali. Tale modello ha come finalità l’integrazione della realtà interna dell’individuo, rappresentata dalla sfera emotiva, istintiva e cognitiva con la realtà esterna, rappresentata dai rispettivi sistemi relazionali di riferimento quali la famiglia, i coetanei e gli adulti. Baldascini è autore inoltre di tantissimi articoli ed ha pubblicato, nel corso della sua carriera, numerosi saggi tra i quali annoveriamo: Vita da adolescenti, Legami terapeutici, La cura di sé in contesti terapeutici non convenzionali, e, insieme ad altri autori, ha curato le pubblicazioni di Al di là del manicomio e L’altro occhio del ciclope. Ha infine curato i volumi: Le voci dell’adolescenza, L’antro della Sibilla e L’albero dell’utopia.

Professore ci spieghi in poche semplici parole che cos’è la psicoterapia sistemico-relazionale.
“La terapia sistemico-relazionale nasce come terapia delle relazioni affinché si possa avere uno sguardo più ampio sulla dimensione sociale dell’individuo. Fin dalla sua nascita ogni persona è inserita in una fitta rete di relazioni con gli altri, per questo il malessere del singolo non può essere slegato dal contesto a cui appartiene. Ciò permette di allargare la visione da una dimensione limitatamente soggettiva ad una dimensione relazionale più ampia e articolata. Tale modello psicoterapeutico ridefinisce il sintomo non più come un problema legato solo ed esclusivamente al singolo soggetto ma come l’espressione di un malessere che affligge e determina in maniera negativa anche il proprio contesto di relazioni. Esistono infatti tutta una serie di relazioni disfunzionali che si possono manifestare in diverse forme e che possono riguardare la famiglia, il lavoro, i rapporti di coppia e quelli tra amici. Uno dei fenomeni finiti maggiormente al centro dell’attenzione della psicoterapia e che colpisce soprattutto i giovani, è quello degli hikikomori, ossia coloro che, schiacciati dalla costante pressione sociale, decidono di ritirarsi dalla vita socio-relazionale. Restando nel campo attualissimo dei problemi e dei disagi che si manifestano in età adolescenziale, i prossimi 18 e 19 marzo presso la scuola Nunziatella di Napoli, si terrà a tal proposito un importante convegno dal tema “Gli adolescenti contemporanei” organizzato dalla scuola di specializzazione dell’Istituto di psicoterapia relazionale”.

Che tipo di approccio viene utilizzato dalla psicoterapia relazionale per il superamento di questi problemi?
“Secondo l’approccio della psicoterapia relazionale l’individuo non viene più colpevolizzato di fronte ai suoi problemi bensì viene ascoltato e compreso in quanto ha sviluppato una forma di malessere al suo stesso contesto di appartenenza. Un ruolo delicato e cruciale per il superamento dei malesseri che affliggono la persona è assunto proprio dalla figura dello spicoterapeuta il quale cerca di trasformare le dinamiche relazionali disfunzionali in rapporti funzionali, restituendo il benessere psichico all’individuo e modificando la sua percezione e la sua reazione nei confronti del contesto di cui fa parte. Il terapeuta, la cui funzione è quella di apportare un rinnovato benessere soggettivo e sociale, si focalizzerà sui comportamenti e sulle capacità di relazionarsi del paziente con lo scopo di favorire il superamento di quegli atteggiamenti considerati limitativi, così da spezzare il cerchio che lega il paziente al suo malessere. Tale terapia trova larga diffusione nel trattamento delle dipendenze, nel campo dei disturbi alimentari, nelle patologie psichiatriche, nell’ambito dei problemi di lavoro, nei casi di separazioni e divorzi, ma anche nei problemi di coppia e familiari”.

Come e dove interviene lo psicoterapeuta?
“Il lavoro dello psicoterapeuta sarà incentrato sui vissuti personali del paziente, sulla comprensione del sintomo, sulla comunicazione, sulla manifestazione delle dinamiche disfunzionali al fine di stabilire un percorso di uscita attraverso l’elaborazione di una vera e propria exit strategy dal disturbo psichico. In questo modo chi è afflitto dal malessere, attraverso il percorso terapeutico, avrà la possibilità di trasformare le sue relazioni in meglio e di sciogliere quei nodi problematici che affliggono la sua esistenza. La terapia sistemico-relazionale può rivelarsi molto utile e risolutiva, ad esempio, nei casi di separazione coniugale e di divorzi familiari in cui la conflittualità tra i genitori potrebbe essere tale da creare problemi, disagi e danni psicologici potenzialmente seri ai propri figli. In tale ambito il terapeuta aiuterà i genitori a svolgere il loro ruolo educativo sottraendo i loro figli da un ambiente familiare traumatico, tossico e dannoso per la salute psichica del bambino. Attraverso questo percorso terapeutico il figlio potrà superare le sofferenze e i disagi familiari così da poter ripristinare la sua corretta crescita psico-emotiva”.

Professore lei è inoltre tra i fautori del “modello di articolazione intersistemica”: ci spieghi di cosa si tratta.
“Il modello di articolazione intersistemica (Mai) è una tecnica psicoterapeutica sicura ed efficace. Sotto il profilo cognitivo le tecniche tradizionali compensano solo le carenze neurobiologiche, ma non migliorano gli aspetti emotivi legati alla frustrazione del vivere un gap socio-relazionale difficile da colmare. I metodi classici devono perciò essere necessariamente integrati con una visione complessiva, offerta proprio dal modello di articolazione intersistemica, che tenga conto dell’armonia e della disarmonia della persona, del suo modo di pensare, di sentire e di agire in rapporto ai diversi contesti di vita che si trova ad affrontare. Tale modello si concentra anche sui disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) nei bambini e ne favorisce il superamento attraverso la visione sistemica che connette e stimola tra loro le risorse intrinseche del bambino e del suo contesto di appartenenza. L’ansia e le paure rappresentano un ostacolo al naturale processo di acquisizione delle conoscenze in condizioni di apprendimento normale. Nei soggetti affetti da Dsa tale condizione iniziale è peggiorata dal disturbo neurobiologico nell’area degli apprendimenti specifici, motivo per il quale sono necessari approcci di tipo intersistemico per il superamento del problema”.

Di seguito le locandine con tutti i dettagli e le informazioni in merito al convegno Gli adolescenti contemporanei di cui il prof. Baldascini è relatore, che si terrà il 18 e il 19 marzo presso la scuola militare Nunziatella di Napoli in via Generale Parisi 16.

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Tags: Luigi Baldasciniprimopianopsicologiapsicoterapia relazionale
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