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Home Ambiente

L’Arpac pubblica uno studio sulle sostanze inquinanti in Campania

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
15 Aprile 2020
in Ambiente
studio

studio

Continuano le analisi e le rilevazioni rese note settimanalmente dall’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente in Campania, che dopo aver pubblicato lo studio sul miglioramento della qualità dell’aria nel mese di marzo, ha analizzato le quantità di sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera, in particolar modo di monossido di azoto (No), biossido di azoto (No2), monossido di carbonio (Co), benzene (C6H6) e di polveri sottili  (Pm10 e Pm2.5). Si tratta infatti di sostanze inquinanti altamente pericolose per l’ambiente e per la salute umana, ma che al tempo stesso rappresentano i marcatori ambientali di valutazione della qualità dell’aria che respiriamo. 

Lo studio pubblicato sul sito dell’Arpac (consultabile qui) dimostra come, a partire dall’entrata in vigore delle misure di lockdown in Campania, ci sia stata una drastica riduzione di sostanze inquinanti nell’atmosfera, in particolar modo di monossido di azoto, la cui quantità nell’atmosfera si è ridotta mediamente del 65%. Una forte riduzione dovuta al ridimensionamento dell’uso di automobili, principali produttrici nell’atmosfera di questo pericoloso agente inquinante. Le analisi sono state svolte in collaborazione con il Centro di monitoraggio meteorologico e climatologico della Regione Campania, il Cemec, che ha incrociato i dati forniti dalle centraline di rilevamento dell’Arpac con le variazioni climatiche che hanno interessato in questi giorni la nostra regione.

Come già pubblicato negli studi del mese di marzo, anche all’inizio del mese di aprile si registra una diminuzione, seppur lieve, delle polveri sottili, la cui emissione è legata sostanzialmente al riscaldamento e ai consumi di energia a livello domestico. Le Pm10 in particolare rappresentano quasi l’80% delle emissioni inquinanti in Campania, e una loro riduzione maggiore si registra nelle località costiere, dove le temperature nei mesi di marzo e aprile, sono mediamente più alte e i consumi legati al riscaldamento minori. Le previsioni sono tuttavia positive in quanto il prolungamento delle misure di lockdown fino al mese di maggio potrebbero addirittura portare ad una riduzione drastica delle quantità di polveri sottili nell’aria. Si tratta di una notizia estremamente positiva. 

Seguono i grafici aggiornati pubblicati sul sito dell’Arpac rispettivamente alle concentrazioni di Pm10 (primo grafico) e di No (secondo grafico) nei capoluoghi campani.

Arpac

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Tags: campaniainquinamento
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