Proseguono le operazioni delle forze dell’ordine nell’area a nord di Napoli, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia per sgominare gli affiliati ai clan camorristici egemoni nella zona. Dopo il sequestro di un patrimonio pari a 50 milioni di euro appartenente al clan Mallardo di Giugliano e l’arresto di Natalino D’Errico ritenuto un affiliato al clan Marrazzo di Casandrino, questa volta è toccato al clan Puca di Sant’Antimo subire un duro colpo, con l’arresto di tre esponenti di spicco del sodalizio criminale.
Stamane i militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli, nei confronti di Giuseppe Gallucci, cinquantatreenne considerato contiguo al clan Puca di Sant’Antimo. Stando alle ricostruzioni effettuate dagli inquirenti l’uomo sarebbe stato protagonista del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di un imprenditore edile vincitore dell’appalto pubblico di ristrutturazione delle palazzine popolari situate in via Garibaldi a Grumo Nevano. L’affiliato al clan si sarebbe presentato nel mese di febbraio sui cantieri intimando al titolare dell’azienda di recarsi al cospetto del clan camorristico santantimese, al fine di “regolarizzare” la sua posizione sul territorio per non incorrere in gravi inconvenienti. L’imprenditore tuttavia non si è piegato di fronte alle richieste estorsive del clan e ha denunciato tutto ai carabinieri facendo partire le indagini che hanno portato all’arresto del criminale.

