Nel proseguire il nostro viaggio su come la criminalità stia sfruttando il Coronavirus e la conseguente crisi per trarne vantaggi, ci si imbatte in dichiarazioni sul tema che suscitano reazioni e polemiche. Nell’ultima puntata della stagione di Che tempo che fa, domenica scorsa su Rai2, Roberto Saviano, alla domanda di Fabio Fazio su come la criminalità trova i ‘clienti’ da sottoporre ad usura, ha risposto: “Segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice ‘c’è quella società, c’è quella persona che è interessata’. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade”. Non si è fatta attendere la risposta dei commercialisti, che hanno minacciato querele contro lo scrittore. Matteo De Lise è il presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili. Con lui parliamo di Saviano, ma anche di usura e di come i commercialisti stanno al fianco delle aziende in questo periodo difficile.
Qual è il compito dei commercialisti in questo momento storico in cui le aziende soffrono una crisi dovuta al Coronavirus e devono chiedere alle banche i prestiti garantiti dal Governo?
“Mi permetta il paragone: in questo momento i commercialisti hanno la stessa funzione sociale degli infermieri. Stiamo salvando il tessuto socio-economico del Paese. Noi andiamo a individuare il provvedimento per fare in modo che l’azienda o il privato possa recepirlo. Non ci siamo fermati. Appena è stato dichiarato il lockdown, sono state chiuse le attività, una volta chiuse le attività il Governo ha iniziato a emanare i provvedimenti di urgenza. La cassa integrazione, i bonus Inps, i bonus sui fitti, sono stati lavorati dai dottori commercialisti. Abbiamo operato in una situazione surreale, perché le attività, commerciali e non, erano chiuse e il primo costo che hanno tagliato è stato quello del commercialista”.
Si parla tanto dei ritardi con cui questi soldi vengono erogati alle aziende. Secondo lei da cosa sono dovuti?
“Non c’è solo il ritardo dei soldi erogati alle aziende. Il primo ritardo è relativo alla cassa integrazione per i lavoratori, dovuto a scarsità di fondi dello Stato, ma anche ad una macchina, quella dell’Inps, che non si è mossa con la giusta velocità. Per quanto riguarda le banche i ritardi sono dovuti all’istruttoria, cioè stanno valutando a chi darlo o a chi non darlo questo prestito. La burocrazia delle banche crea lentezze, ma la prima burocrazia è quella del Governo centrale. Prendiamo l’ultimo decreto, quello denominato ‘Rilancio’. È un decreto molto interessante per quanto riguarda i crediti d’imposta, ma mancano ben 98 decreti attuativi da parte dell’Agenzia dell’entrate, che spiegano come e quando ottenere queste agevolazioni. Quindi, quando sentiamo parlare di bonus a fondo perduto, super ammortamento, ecobonus e quant’altro, mancano ancora quelle parti che spiegano cosa fare per poter accedere a tutti questi strumenti”.
C’è il rischio concreto, quindi, che le aziende messe alle strette possano rivolgersi agli usurai?
“Il problema è esattamente questo. Venendo meno il Governo centrale, alcune attività che hanno necessità di andare avanti potrebbero immaginare, in maniera imprudente e sbagliata, di cercare fondi su altri canali e mettersi in mano alla camorra. Le posso assicurare, però, che rivolgersi a un usuraio non può avvenire attraverso il parere di un commercialista. In primis perché il commercialista è un baluardo di legalità. Noi lavoriamo nelle curatele, nella amministrazioni giudiziarie, in tutti questi settori in cui siamo le sentinelle dello Stato. Se noi consigliassimo a un cliente di rivolgersi a un usuraio è come se volessimo distruggere l’attività commerciale. Indipendentemente dal fatto della legalità, siamo i primi a sapere che, economicamente, l’usura è insostenibile, antieconomica ed è la morte delle aziende”.
Sta, quindi, rispondendo alle affermazioni di Roberto Saviano che hanno coinvolto i commercialisti?
“Quello che ha detto Roberto Saviano è una sciocchezza. Ha generalizzato. Se è a conoscenza di determinate cose, perché non denuncia? Ma non spari a zero nei confronti di professionisti, verso i quali ha gettato melma. Siamo dalla parte opposta, rispetto alla camorra, rispetto allo strozzinaggio delle aziende e delle persone. Noi ci adoperiamo quotidianamente a difendere lo Stato, a creare sviluppo, sempre dentro la legalità. Ciò che ha detto Saviano è semplicemente demagogia. Parla senza conoscere. Non ci si può permettere, quando si ha un tale livello di fama, di dire certe cose solo per vendere una copia in più. È stato recato un danno mostruoso a una categoria perché, nell’immaginario di parecchie persone, i commercialisti potrebbero essere associati a queste pratiche illegali”.
Quindi esclude a priori che ci possano essere casi di commercialisti che facciano da tramite fra l’impresa in difficoltà e chi vuole approfittare di questo stato di cose?
“Lei esclude a priori che non ci siano preti che bestemmiano? È normale che ci può essere, in qualsiasi categoria, dal giudice, al commercialista, al medico, qualcuno che possa sbagliare, ma sono casi sporadici. Non sono la normalità nella nostra professione. La normalità è ben altro. È chiaro che le mele marce sono ovunque: nella politica, tra i commercialisti, tra i giornalisti. Ovunque. Ma è la persona che è sbagliata, non la classe sociale”.
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